Agenda 2030 – Goal 9: innovazione, infrastrutture e imprese sostenibili

Agenda 2030 – Goal 9: innovazione, infrastrutture e imprese sostenibili

© UNDP Aude Rossignol

Innovazione, infrastrutture, imprese. A che punto siamo?

Il Goal 9 dell’Agenda 2030 riguarda tre elementi indispensabili per lo sviluppo di un Paese; diversi ma strettamente collegati: innovazione, infrastrutture e imprenditoria. Le reti delle infrastrutture, dai trasporti (auto, treni, aerei) alle reti idriche ed energetiche, a quelle dell’informazione e della comunicazione (internet, telefonia, radio, TV…), sono alla base della crescita socio-economica. Il loro sviluppo e la loro capacità di adattarsi al cambiamento rivestono un ruolo essenziale, in particolare per il settore delle imprese e della produzione industriale, chiamato ad aggiornarsi con tecnologieinnovative sempre più efficienti e sostenibili, in grado di migliorare le condizioni di vita pur salvaguardando l’ambiente.

Guardando il mondo da questa prospettiva, i dati non sono affatto confortanti. La rete igienico-sanitaria di base non è accessibile a 2,3 miliardi di persone; in alcuni Paesi africani, la carenza di infrastrutture riduce del 40% la produttività delle aziende; 2,6 miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo non godono della fornitura costante di elettricità; oltre 4 miliardi di persone non hanno ancora accesso a Internet (in gran parte nei Paesi in via di sviluppo).

Produzione high-tech e investimenti nella ricerca

Lo sviluppo di tecnologie avanzate è aumentato negli ultimi anni in tutto il mondo. Le aziende che utilizzano questo tipo di risorse sono passate dal 40,5% nel 2000 al 44,7% nel 2016. Un progresso costante, che però conosce grandi differenze regionali. Nell’Asia orientale e sudorientale, in Europa e nel Nord America quasi la metà del valore di mercato proviene da settori ad alta tecnologia. Invece nell’Africa sub-sahariana questo indice corrisponde solo al 14,9%.

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La produzione di alta tecnologia sta crescendo in tutto il mondo, ad eccezione dell’Africa sub-sahariana (Fonte: The Sustainable Development Goals Report 2019)

Grandi progressi globali si sono registrati anche negli investimenti nella ricerca: dall’1,52% del PIL (nel 2000) si è passati all’1,68% nel 2016 (equivalenti a 2 trilioni di dollari). Anche in questo caso, però, si riscontrano profonde differenze tra le aree del pianeta: in Europa e Nord America si investe in ricerca il 2,21% del PIL, rispetto allo 0,42% e allo 0,83%, rispettivamente, dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia occidentale.

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La spesa globale in ricerca e sviluppo ha raggiunto 2 trilioni di dollari all’anno, con ampie disparità tra Paesi (Fonte: The Sustainable Development Goals Report 2019)

L’accesso digitale

Oggi non c’è quasi angolo del pianeta che non sia coperto dalla rete telefonica. Nel 2018, il 96 per cento della popolazione mondiale viveva entro il raggio di un segnale mobile e il 90% delle persone potrebbe accedere a Internet.

Tuttavia non tutte le persone sono nelle condizioni di sfruttare queste risorse. I costi di accesso alle reti rimangono troppo elevati per molti, in particolare per le fasce più svantaggiate.
Oggi gran parte della popolazione mondiale utilizza Internet, ma con tassi decisamente molto bassi nei Paesi meno sviluppati (circa il 20% del totale).

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Numero di persone che vivono in aree coperte da un segnale di telefonia mobile (Fonte: The Sustainable Development Goals Report 2019)

Questi dati evidenziano che la situazione globale è molto squilibrata. Nei Paesi in via di sviluppo la carenza delle infrastrutture (reti elettriche, idriche, di trasporto, di comunicazione…) limita l’accesso a mercati e alla possibilità di formazione, riduce i posti di lavoro e impedisce la crescita delle imprese piccole e medie, importanti nei primi stadi dell’industrializzazione. In questi Paesi meno di un terzo della produzione agricola locale viene lavorato, mentre nei Paesi ad alto reddito si arriva al 98%: nei Paesi poveri vi sarebbero quindi ampi spazi per la nascita di industrie locali agroalimentari.

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Un esempio delle differenze globali nelle infrastrutture di base dei trasporti: la lunghezza totale in chilometri della rete ferroviaria nazionale (Fonte: DeA WING 2020)

Innovazione, infrastrutture, imprese. Che fare?

Un’imprenditoria sostenibile, insieme all’innovazione tecnologica e alle infrastrutture, può innescare dinamiche economiche positive, che generano occupazione e reddito. Per esempio possono facilitare gli scambi e le attività commerciali a livello globale e consentire l’uso efficiente delle risorse.

Il potenziale è enorme in questo campo e la strada da percorrere è ancora lunga. In particolare i Paesi meno sviluppati hanno un gap produttivo e di investimento che impedisce il loro reale sviluppo socio-economico.

Nel 2017 è stato presentato il rapporto ONU “Fast-forward progress: leveraging tech to achieve the global goals”. Questo documento, ancora molto attuale, sostiene che, se tutti avessero accesso alla rete di internet, si potrebbero raggiungere prima i 17 goal dell’Agenda 2030 (UNSDN, AS1viS). Il rapporto ha stabilito cinque principi da tenere in considerazione per velocizzare l’attuazione del programma.

  1. Nessuno resti offline: le TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) devono essere a disposizione di tutti. Che cosa faresti se non avessi accesso alle risorse della rete (news, istruzione, banca, intrattenimento…)?
  2. Le TIC come acceleratore per l’innovazione e il cambiamento: la rivoluzione tecnologica è in atto e reti di sensori, banche dati, robot, droni e intelligenza artificiale stanno cambiando il nostro mondo e possono portare benessere a tutti.
  3. Le persone al primo posto: per molti migranti e rifugiati Internet è l’unico mezzo per poter comunicare con i propri cari, cercare lavoro, aggiornarsi…
  4. No all’isolamento: prodotti personalizzati ed e-commerce stanno ampliando il mercato, riducendo i costi commerciali ed offrendo nuove opportunità di formazione e occupazione ovunque.
  5. Sì a nuovi partenariati innovativi: la comunità internazionale ha la responsabilità di promuovere la collaborazione per evitare di allargare i divari: “Nessuno deve essere lasciato indietro”.

Can data save lives?

Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) ha avviato progetti nei Paesi in via di sviluppo per migliorare le infrastrutture e favorire lo sviluppo con il supporto della tecnologia.

Un esempio è l’utilizzo di strumentazioni informatiche contro la malaria in Guinea-Bissau. In questo Paese, in cui la malaria è la principale causa di morte per le donne in gravidanza e i bambini sotto i cinque anni, un’iniziativa tecnologica ha creato il presupposto per contrastare la diffusione della malaria salvando vite umane.

Grazie alla fornitura di tablet e smartphone e a software dedicati, gli ospedali sono in grado di monitorare i casi sospetti e digitalizzare i dati condividendoli con i centri di ricerca e le strutture sanitarie del Paese. In questo modo gli interventi di prevenzione o di cura vengono stabiliti con maggior precisione ed efficacia.

L’introduzione dei nuovi sistemi digitali di segnalazione ha contribuito a una riduzione del 16% del numero di decessi correlati alla malaria tra il 2017 e il 2018.

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I dati sulla malaria sono digitalizzati in un tablet mobile. L’utilizzo di questa tecnologia sta ora rafforzando la capacità del governo nazionale di mappare, rintracciare, prevenire e curare le epidemie di malaria in tempo reale.

I traguardi

L’Agenda 2030 ha suddiviso questo Goal in 8 target (ASViS), che, oltre a allargare l’accesso alle reti delle infrastrutture globali a tutti i Paesi in via di sviluppo, puntano a innalzare il livello tecnologico e favorire la nascita di nuove imprese. Entro il 2030 si chiede di:

  • 9.1   Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti, con particolare attenzione ad un accesso equo e conveniente per tutti
  • 9.2   Promuovere un’industrializzazione inclusiva e sostenibile e aumentare l’occupazione nell’industria e il prodotto interno lordo (raddoppiare la quota nei paesi meno sviluppati)
  • 9.3   Incrementare l’accesso delle piccole e medie imprese ai servizi finanziari e la loro integrazione nell’indotto e nei mercati
  • 9.4   Migliorare le infrastrutture e riconfigurare in modo sostenibile le industrie, aumentando l’efficienza e adottando tecnologie più sane per l’ambiente
  • 9.5   Aumentare la ricerca scientifica, migliorare le capacità tecnologiche, incoraggiare le innovazioni e incrementare considerevolmente la quota di impiegati nel settore della ricerca e dello sviluppo e la spesa per la ricerca e per lo sviluppo
  • 9.a   Facilitare la formazione di infrastrutture sostenibili e resilienti negli stati in via di sviluppo tramite un supporto finanziario, tecnico e tecnologico rinforzato
  • 9.b   Supportare lo sviluppo tecnologico interno, la ricerca e l’innovazione nei paesi in via di sviluppo
  • 9.c   Aumentare in modo significativo l’accesso alle tecnologie di informazione e comunicazione e fornire ai Paesi meno sviluppati un accesso a Internet universale ed economico

Focus

Agenda 2030 e Intelligenza artificiale

Pensare che l’Intelligenza artificiale (AI) possa aiutare a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 non è un’utopia. Il McKinsey Global Institute, istituto di ricerca economica, ha individuato circa 160 situazioni a rischio socio-ambientale, inerenti a vario titolo ai 17 Goals dell’Agenda 2030, in cui l’utilizzo dell’AI può essere di fondamentale aiuto.

In particolare l’AI interviene negli obiettivi che riguardano la salute. Qualche esempio? Per prevenire il diabete, le persone a rischio potrebbero essere aiutate da un dispositivo AI portatile in grado di rilevare i primi segni della malattia attraverso la rilevazione e l’elaborazione dei dati della frequenza cardiaca. Oppure l’Intelligenza artificiale potrebbe analizzare le immagini di uno smartphone per distinguere tra una lesione cutanea benigna da un melanoma, aiutando così nella diagnosi chi non ha accesso a una visita dermatologica. Infine circa 250 milioni di ipovedenti in tutto il mondo, la maggior parte dei quali vive nei Paesi in via di sviluppo, potrebbero essere supportati da un’applicazione che sfrutta l’AI per riconoscere gli amici e descrivere persone e oggetti particolari, come le banconote.

Certamente l’AI non risolverà tutti i problemi dell’umanità, ma un suo uso responsabile (e non solo commerciale) ha un grandissimo potenziale per affrontare le emergenze locali e planetarie in modo innovativo ed efficace.

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Aree di utilizzo dell’AI da parte del McKinsey Global Institute in relazione alle aree di intervento dell’Agenda 2030 (Fonte: McKinsey Global Institute, 2020)

E in Italia?

La strada è giusta, ma ancora lunga

Secondo il Rapporto ASviS 2019 sul Goal 9, l’Italia dà segnali di miglioramento nel campo dell’innovazione e dello sviluppo delle infrastrutture. Sono aumentati gli indicatori relativi alla diffusione della banda larga, all’utilizzo di Internet, al tasso di ricercatori, alla quota di merci trasportate su ferrovia, alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione.

Mancano, però, interventi integrati e di lungo periodo sulle infrastrutture digitali, ed è lacunoso il supporto di una politica economica coerente e impegnata nella realizzazione dell’Agenda 2030.

Anche gli investimenti nella ricerca disegnano un quadro ambiguo. Il report dell’ISTAT su Ricerca e sviluppo in Italia (2017-2019) segnala un trend positivo: gli investimenti complessivi in ricerca e sviluppo sono aumentati negli ultimi due anno del 2,7%, raggiungendo i 23,8 miliardi di euro.

Ma queste cifre dicono anche che in Italia si continua a spendere troppo poco per l’innovazione. Infatti i 23,8 miliardi di euro corrispondono all’1,38% del PIL, rispetto a una media della zona euro del 2,15% (in Germania 3%, in Francia 2,2%). Per un Paese economicamente avanzato come il nostro, investire nell’innovazione è un motore fondamentale per affrontare la sfida della crescita.

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Andamento dell’indicatore per l’innovazione, le infrastrutture e l’impresa sostenibile, elaborato dall’ASviS per l’Italia (anno 2018)

Fare Geo

  • Il Goal 9 ha una formulazione abbastanza complessa. Per comprenderlo meglio, suddividetevi in piccoli gruppi e create una mappa concettuale evidenziando:
    • le relazioni tra i tre elementi che caratterizzano l’obiettivo 9 (innovazione, infrastrutture, imprese);
    • i dati attuali (vedi il primo paragrafo di questo articolo “A che punto siamo?”);
    • i principali obiettivi intermedi (vedi il paragrafo “I traguardi”).
  • Discuti in classe con i tuoi compagni su che cosa si intende con il termine “infrastruttura”. Poi, analizzando una vostra “giornata tipo”, individuate le “infrastrutture” che utilizzate e date una loro valutazione in termini di efficienza e sostenibilità.
  • L’innovazione dovrebbe essere il motore di tutte le società moderne alla costante ricerca del benessere degli individui. Facendo riferimento alle vostre esperienze e conoscenze, individuate quali innovazioni tecnologiche migliorano, a vostro avviso, la vita della vostra comunità e di tutta l’umanità (tra le mura domestiche, nel quartiere, a scuola, nel mondo). Conoscete anche utilizzi meno positivi della tecnologia?

Che cosa possiamo fare?

  • Tenerci informati seguendo le notizie locali e quelle internazionali sui media a disposizione (tv, web, riviste e giornali).
  • Prendere l’iniziativa. Quali innovazioni vorremmo che la nostra città utilizzasse per i suoi cittadini? Con gli abitanti del quartiere si possono pensare modalità e strumenti per indirizzare le proprie richieste all’amministrazione.
  • Usare consapevolmente gli strumenti tecnologici: non utilizzarli solo per l’intrattenimento e lo studio, ma scoprire le risorse che possono aiutare a vivere meglio nel proprio ambiente e nella propria comunità.
  • Conoscere le regole della privacy digitale: nel mondo dell’innovazione bisogna fare attenzione a proteggere i propri diritti e a non ledere quelli degli altri.

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