#OpenToSyria: per non restare indifferenti

#OpenToSyria: per non restare indifferenti

di Viviana Brun, Cisv-ONG 2.0

Amnesty International scende in campo per risvegliare la coscienza e l’opinione pubblica sulle conseguenze umanitarie del conflitto in Siria. L’obiettivo è fare pressione sui governi, affinché accettino un numero maggiore di rifugiati vulnerabili della Siria e garantiscano loro l’accoglienza e la possibilità di reinsediamento.
La campagna si chiama OpenToSyria e si sviluppa attraverso un gran numero di canali, linguaggi e prospettive differenti. In questo post vediamo alcuni esempi e come partecipare alla campagna.

I dati

A quasi 4 anni dal suo inizio, il conflitto in Siria ha assunto i tratti di una delle peggiori catastrofi umanitarie del nostro tempo.
La crisi siriana ha causato oltre 190.000 morti e costretto oltre 11 milioni di persone a lasciare le loro case. Circa 7,6 milioni sono profughi interni, altri 4 milioni invece hanno lasciato il paese.
Circa il 95% dei rifugiati siriani, ovvero 3,8 milioni di persone, sono ospitate nei cinque principali paesi della regione: Turchia, Libano. Giordania, Iraq ed Egitto.
Amnesty stima che 380.000 di essi abbiano bisogno urgente di essere reinsediati. Finora, tuttavia, i paesi più ricchi del mondo hanno offerto solo 79.180 reinsediamenti, un quinto del necessario.

I leader mondiali non possono continuare a voltare le spalle ai rifugiati vulnerabili. È umano e comprensibile sentirsi impotenti di fronte a una crisi di questa portata, ma riuscire a convincere i leader mondiali a reinsediare i rifugiati più bisognosi può avere un impatto enorme sulla loro vita”.

photo credits: Amnesty International - Quali aiuti ai rifugiati siriani nel mondo?

L’ha affermato Sherif Elsayed-Ali, capo del settore per i Diritti dei Rifugiati e dei Migranti presso la segreteria internazionale di Amnesty International a Londra.
Il reinsediamento è uno strumento per la protezione dei rifugiati. È un processo attraverso il quale un rifugiato, fuggito dal suo paese d’origine e temporaneamente rifugiatosi in un altro paese, è ulteriormente trasferito, “re”-insediato, in un paese terzo, dove troverà una protezione permanente.
Questa misura permette alle persone di ricostruirsi un’esistenza, trovare un contesto di stabilità, accedere alle cure e agli aiuti di cui hanno bisogno.
La possibilità di condividere tra più paesi la responsabilità del reinsediamento dei rifugiati siriani permetterebbe di “alleggerire” la pressione a cui sono sottoposti gli Stati confinanti. Come detto, attualmente il 95% dei rifugiati siriani è ospitato in uno dai cinque paesi geograficamente vicini alla Siria (vedi mappa).

Photo credits: Amnesty International

Si tratta di un numero di persone così elevato da mettere il crisi il sistema di accoglienza di questi paesi, primo fra tutti il Libano, che con oltre 1 milione e 200.000 presenza, non è più in grado di gestire gli arrivi.

L’arte

Ali Ferzat, noto artista siriano, per rappresentare la situazione che caratterizza oggi il suo paese d’origine, disegna una piccola chiave incapace di aprire un enorme lucchetto.
L’immagine coglie perfettamente la schiacciante disparità tra una delle più grandi crisi umanitarie della storia e la risposta grossolana e inadeguata della comunità internazionale.
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Non credo che l’Occidente in generale abbia svolto i suoi doveri verso i rifugiati siriani… ha usato la politica delle tre scimmie: non vedo, non sento e non parlo” (Ali Ferzat, intervista a The Independent.

Ferzat, che attualmente vive e lavora in esilio in Kuwait, sta collaborando con Amnesty International UK e l’organizzazione Mosaic Syria per portare l’attenzione sulla drammatica situazione dei profughi siriani.

Le storie

photo credits: Amnesty International

Con il rapporto “Difficoltà, speranza e reinsediamento: i rifugiati della Siria raccontano le loro storie” del febbraio 2015, Amnesty International racconta le storie di otto persone che sono fuggite dal conflitto e che ora vivono all’interno dei campi profughi in Libano, Giordania e Iraq.

Questo rapporto racconta le storie delle persone in carne e ossa, al di là dei numeri, attraverso le loro parole… Molti di loro vivono l’inferno, sopportano disagi infiniti e lottano ogni giorno per sopravvivere nella loro condizione di rifugiati. Il reinsediamento può offrire loro una prospettiva di vita che si è fatta indispensabile, un barlume di speranza in un futuro migliore” (Sherif Elsayed-Ali, direttore del programma Diritti dei rifugiati e dei migranti di Amnesty International).

Attraverso i racconti diretti, il rapporto mira a mostrare i grandi benefici che deriverebbero dal reinsediamento internazionale dei rifugiati siriani e punta a sensibilizzare i governi a una maggiore disponibilità e apertura all’accoglienza.

I quiz

È stato elaborato anche un quiz per testare e approfondire la propria conoscenza della situazione dei profughi e dei rifugiati siriani. Sette domande utili, non solo a testare la propria preparazione ma anche a scoprire nuovi dati e informazioni.

Prendere parte alla campagna #OpenToSyria

Photo credits: Amnesty International

Per saperne di più sulla campagna di Amnesty International #OpenToSyria clicca qui e scarica i materiali.
Per partecipare alla campagna:

  • Scatta una foto di te stesso con in mano il foglietto #OpenToSyria.
  • Carica la foto su Facebook, Twitter, Instagram o Tumblr con l’hashtag #OpentoSyria.

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