Crescere o decrescere? Nel 2050 potremo dar da mangiare a tutti?

Crescere o decrescere? Nel 2050 potremo dar da mangiare a tutti?

Nei giorni scorsi si è tenuto il primo “webinar” (seminario via web) 2012 organizzato dal Barilla Center for Food and Nutrition, un centro di pensiero e proposte multidisciplinari che affronta il mondo della nutrizione e dell’alimentazione mettendolo in relazione con le tematiche ad esso correlate: economia, medicina, nutrizione, sociologia, ambiente (Il Sole24Ore).
Tra le problematiche affrontate quella delle risorse alimentari.
Oggi quasi un miliardo di persono non hanno cibo a sufficienza. E per nutrire tutta la popolazione mondiale che nel 2050 arriverà a 9 miliardi, le risorse dovranno aumentare del 70%.
Ma quali modelli economici permettono una crescita sostenibile?
Sul sito di BNCF sono disponibili quattro video del webinar.
Tra i relatori due esperti di economia che sostengono tesi contrapposte: Peter A. Victor, professore di studi ambientali resso la York University di Toronto, sostenitore della “decrescita”, e Philippe Aghion, Robert C. Waggoner professore di economia alla Harvard University Francia, sostenitore della necessità di una crescita continua.
Ma che cosa si intende per decrescita?
Non significa perdere le comodità e le conquiste sociali ed economiche, ma non dare un peso eccssivo alla tecnologia e soprattutto al PIL. Il tenore di vita non dipende soltanto da questi fattori e si può migliorare senza far crescere profitti e ricavi.
Secondo Peter A. Victor la crescita negli ultima anni ha portato ad aumentare le diseguaglianze sociali e reso instabile il sistema, come dimostra la presente crisi economica mondiale.
Secondo Philippe Aghion è invece necessario puntare all’innovazione per continuare a crescere, tenendo in particolare considerazione la qualità dell’istruzione e riducendo degli sprechi, anche con una politica statale intelligente.
Per il giorno della Terra (22 aprile), è stato realizzato “Eating Planet 2012 – Nutrirsi oggi: una sfida per l’uomo e per il Pianeta”, primo libro del Barilla Center for Food and Nutrition, realizzato con la collaborazione del Worldwatch Institute.
Il libro, che sarà presentato questo fine settimana al Salone del Libro di Torino, è visionabile in rete.

Il BCFN index
La crescita è vista come mezzo per vivere meglio e il benessere in un Paese si valuta generalmente osservando il valore del PIL pro capite. Ma non è detto che chi è più ricco viva sempre meglio.
Per valutare come vivono gli abitanti di un Paese il Barilla Centro For Food & Nutrition, ha creato il “BCFN index“, un indice del benessere che tiene conto di 41 indicatori raggruppati in 7 categorie (benessese psico-fisico, comportamentale, materiale, ambientale, educativo, sociale e politico), a loro volta riunite a formare 3 sub-indici: “Lifestyle”, “Wealth and Sustainability” e “Social and Interpersonal”.
Sono quindi stati analizzati dieci Paesi, compresa l’Italia, assegnando a ciascuno il valore dell’indice con una valutazione da 1 a 10.
L’Italia non ha raggiunto la sufficienza.

Fare Geo
Qui a lato trovi le domande sui modelli di crescita poste nel webiner (vedi sito della BCFN).
Leggile, discuti con i tuoi compagni sull’argomento e sull’utilità di valutare il benessere utilizzando indicatori diversi.
Prepara una relazione con la sintesi delle vostre considerazioni.

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