Inaugurato a Roma il MACRI, primo Museo del crimine ambientale

Inaugurato a Roma il MACRI, primo Museo del crimine ambientale

Nei giorni scorsi nel Bioparco di Roma è stato inaugurato il nuovo “Museo del crimine ambientale”, prima istituzione di questo genere in Europa (ANSACorriere della Sera).
Il museo, che si distende su 400 metri quadrati, consiste in un percorso educativo volto a sensibilizzare il pubblico sulla salvaguardia dell’ambiente naturale e sul pericolo costituito dal commercio illegale di flora e fauna in pericolo di estinzione. Propone video, raccolte di contributi specialistici e soprattutto una vasta serie di reperti.

Una sezione del museo, dedicata ai reati per danno agli animali, tratta sette argomenti: incendi, inquinamento e rifiuti, bracconaggio, taglio illegale, storia del CITES, maltrattamento animale e tecniche investigative (anche per questi reati si utilizzano tecniche scientifiche avanzate e vi opera il veterinario forense). Un’altra sezione è dedicata alle specie in via d’estinzione.
tipi_sequestroI reperti provengono dai sequestri effettuati dal Corpo forestale dello Stato nell’ambito della CITES (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione: sito ufficiale).
Soltanto in Italia nel 2012 sono stati sequestrati 6.740 esemplari, tra questi in Sardegna il Corpo forestale ha prelevato un orso, una tigre e un elefante da circo. In totale i reperti requisiti sono arrivati a 71mila, ma solo una parte è esposta nel museo.
075535coverflow_museoLungo il percorso espositivo sono presenti anche animali vivi, spesso esotici e importati illegalmente in Italia: dopo esser stati sequestrati, non possono essere liberati perché potrebbero alterare l’ecosistema, o avrebbero difficoltà nell’ambientarsi.
Oltre al traffico di animali esotici vivi, è importante bloccare il commercio illegale di materiale derivato da specie a rischio, come corna di rinoceronte, zanne di elefante, pelli di rettili… Il futuro di circa 500 specie animali è in pericolo e, forse proprio per la loro rarità, molte sono tra quelle oggetto di commercio illegale.
E anche le piante sono in pericolo: alcuni cactus cileni sono molto richiesti per forma e colore, anche se ormai sono rarissimi e inseriti tra le 300 specie vegetali più a rischio.
Nel sito ufficiale di CITES è possibile visualizzare le cifre dei crimini ambientali. Qui sotto i dati relativi ai maggiori esportatori e importatori di anfibi.
10_import-export_anfibiIl Madagascar, ricco di biodiversità è con un gran numero di specie a rischio, è Mantella-betsileo-03000026199_01purtroppo tra i maggiori esportatori. Qui a lato Mantella betsileo, la rana malgascia più esportata: circa quarantamila esemplari tra il 2007 e il 2011.
Secondo il Wwf, il commercio illegale di specie di fauna e flora selvatiche nel mondo si aggira intorno ai 19 miliardi di dollari (14 miliardi di euro) all’anno.
simbolo_3_marzo_vita_salvareA dicembre dello scorso anno, durante la 68esima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, l’ONU ha dichiarato il 3 marzo “Giornata mondiale della vita selvatica”. Qui a lato il logo scelto per questo avvenimento (TMnews).

Fare Geo
• Sicuramente anche nella vostra provincia vi sono esempi di crimini contro l’ambiente. Andate in giro a osservare e fotografate ciò che scoprite.
Con il materiale reperito preparate una serie di cartelloni con cui allestire nella vostra scuola un piccola mostra sui crimini ambientali.

Leggi anche

Geofacile #16 - L'Italia e il suo patrimonio culturale
Piccola guida al PNRR - Missione 3: infrastrutture per una mobilità sostenibile
100 anni di bonifiche in Italia
La più fitta rete stradale del mondo antico