La più fitta rete stradale del mondo antico

La più fitta rete stradale del mondo antico

Le strade sono state le fondamenta su cui poggiava la potenza di Roma: una fitta rete di vie che permetteva di raggiungere ogni angolo dell’Impero.
Strade su cui i carri potevano muoversi rapidamente senza pericolo di intralci grazie all’efficiente pavimentazione e ai ponti che superavano i corsi d’acqua (sul sito “Imperium Romanum”, strade romane).
La mappa della rete stradale si trovava nel foro della capitale, incisa nel marmo. Chi ne aveva bisogno poteva farsi fare una copia del tratto che gli serviva.

Le vie partivano da Roma e si allargavano a raggiera per poi ramificarsi. Prendevano il nome dalla città a cui giungevano, dal magistrato che le aveva fatte costruire o dalla funzione principale. Ancora oggi le strade che escono dalla capitale mantengono le antiche denominazioni: via Appia, via Flaminia, via Aurelia… E in molti casi passano accanto all’antico tracciato ancora presente. Sul sito KataWeb si possono vedere immagini di alcune strade romane.
Le strade di Roma sono nate come vie militari, utilizzate dalle legioni per raggiungere i confini dell’impero.
Progettate dagli abili ingegneri militari, venivano realizzate dai soldati e servivano anche a facilitare il vettovagliamento.

Tutti i numeri delle strade

● La rete stradale circondava tutto il Mediterraneo: circa 100.000 km di strade lastricate e altri 150.000 km di strade in terra battuta (su cui potevano passare i carri): una rete sufficiente a fare sei volte il giro della Terra. Da nord a sud si estendeva dalla Scozia fino alle coste del Mar Rosso, mentre a occidente raggiungeva le coste atlantiche del Portogallo e a oriente si spingeva fino all’Arabia.
● La lunghezza delle strade era segnata sulle “pietre miliari“, alti cippi posti sul ciglio delle strade che riportavano la distanza in miglia (un miglio romano corrisponde a circa 1,480 km) dal centro di Roma.
● La struttura della strada prevedeva un solco profondo circa un metro, in cui erano posti strati sovrapposti di pietre, ciottoli, ghiaia e infine blocchi spianati che formavano la pavimentazione superiore. Erano larghe 4-6 m, più alte al centro per permettere lo scolo delle acque, con ai lati due marciapiedi per i pedoni.

Il ponte Cestio a Roma.

● I ponti erano costruiti in legno o in muratura con struttura ad arco. Molti ponti romani sono utilizzati ancora oggi. Il più lungo è quello fatto costruire da Traiano sul Danubio: oltre 2,5 km.
● La velocità di percorrenza: i carri potevano viaggiare a circa 30 km/h e, con il cambio dei cavalli (disponibile nelle stazioni apposite), le staffette potevano percorrere anche 270 km al giorno. Si dice che un messaggero dell’imperatore abbia percorso 500 miglia (oltre 700 km) in un solo giorno.

La Tavola Peutingeriana

● 11 fogli per complessivi 680 cm, è la lunghezza della Tavola Peutingeriana, copia medioevale dell’antica carta romana che riportava le strade dell’Impero. Sembra manchi il dodicesimo foglio che doveva raffigurare le strade della Penisola Iberica. Non era una vera carta geografica con la rappresentazione realistica delle terre e delle distanze, ma una raffigurazione simbolica (più simile al diagramma attuale delle metropolitane), con indicate le città (raffigurate con due case) e altri particolari geografici, come fiumi, monti, fari, santuari… I mari, che non servivano, erano ridotti a strette strisce.

Fare Geo
Osserva la carta dell’Italia con la rete viaria delle principali strade romane. Individua il tracciato delle strade nella tua regione e, se indicato, riportane il nome.
Cerca di determinare quali città attuali della tua regione si trovano sul tracciato delle vie romane.

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