Le incisioni rupestri della Valcamonica, primo Patrimonio dell’Umanità italiano

Le incisioni rupestri della Valcamonica, primo Patrimonio dell’Umanità italiano

L’Italia è il Paese che possiede il maggior numero di siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: ben 47 su 962 complessivi situati in 157 dei 190 Stati aderenti. Un patrimonio culturale e naturale che dobbiamo conoscere e proteggere. Iniziamo quindi un viaggio tra i siti italiani visitando il primo entrato a far parte della lista nel 1979: le incisioni rupestri della Valcamonica, il più vasto centro archeologico d’arte rupestre di tutta l’Europa. Una serie di oltre 300.000 graffiti tracciati sulle pietre della vallata dal popolo dei Camuni nel corso di migliaia di anni (Patrimoni Unesco e Patrimoni Italiani Unesco).

La "mappa di Bedolina" con elementi geometrici di tipo topografico e raffigurazioni di capanne (età del ferro).
La “mappa di Bedolina” con elementi geometrici di tipo topografico e raffigurazioni di capanne (età del ferro).

Attraversata dal fiume Oglio, che da Ponte di Legno arriva fino al Lago d’Iseo, la Valcamonica (formatasi circa 15.mila anni fa quando si è sciolto il ghiacciaio che l’aveva scavata) si estende per circa 90 km ed è costellata da rocce decorate da incisioni. Le iscrizioni sono distribuite in ben 180 località, ma si concentrano in particolare in alcune zone. Sono otto quelle attualmente in parchi protetti, ma se ne aggiungeranno sicuramente altre, dato l’impegno degli enti locali per valorizzare il territorio.
Sul sito Unesco della Valcamonica (italiano) è possibile trovare informazioni su ciascuno degli otto parchi:
Valcamonica_capo di ponte_guida-1Capo di Ponte, la località più ricca di reperti con ben tre parchi nei suoi dintorni, che propone anche visite didattiche e laboratori per le scuole:
–   Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane
–   Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo
–   Parco Archeologico Comunale Seradina-Bedolina
Sellero: Parco Comunale Archeologico e Minerario di Sellero.
Sonico: Percorso Pluritematico del Coren delle Fate.
Darfo Boario Terme: Parco di Interesse Sovracomunale del Lago Moro Luine e Corni Freschi.
Ceto, Cimbergo e Paspardo: Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo.

La rosa camuna.
La rosa camuna.

Ossimo: Parco Archeologico di Asinino-Anvoia.

Le incisioni
Le incisioni ci raccontano la vita di questo popolo a partire dalla preistoria (eneolitico) fino all’età del bronzo e del ferro, con il passaggio graduale al periodo etrusco, romano e medioevale per giungere quasi al XX secolo.

Cavaliere in equilibrio sul cavallo (età del Ferro).
Cavaliere in equilibrio sul cavallo (età del Ferro).

La tipologia è molto varia con elementi simbolici, figure di animali, guerrieri, carri trainati da cavali, idoli, costruzioni (forse edifici di culto), mappe… e iscrizioni in lingua camuna, parlata nel primo millennio a.C. e non ancora decifrata. Vario è anche lo stile, con disegni naturalistici e altri molto stilizzati e astratti.

Il cosiddetto "Sacerdote che corre".
Il cosiddetto “Sacerdote che corre”.

Dopo la conquista da parte di Roma la cultura camuna scompare per far posto a iscrizioni latine. In seguito le croci dei cristianesimo si sovrappongono ai simboli preistorici. I “punti”, piccoli incavi circolari del diametro di pochi centimetri, comuni nelle incisioni preistoriche sia in Valcamonica sia in altre località, sono detti “coppelle”.

Caccia al cervo.
Caccia al cervo.

Tra le incisioni più note sono da ricordare la “rosa camuna”, un fiore quadrilobato contrassegnato da coppelle, diventato nel 1975 simbolo della regione Lombardia; gli “astronauti”, detti così per le immagini di persone (forse sacerdoti) danzanti dal capo circondato da un “casco”, che sembrano 109px-Alfabeto_camunosospese nel vuoto; il “sacerdote che corre”, figura dal capo ornato di un vistoso  copricapo piumato; le immagini di “caccia al cervo“, in cui si gli animali sono raffigurati con lunghe corna ramificate; poi le immagini di pugnali e quelle di divinità.

Notizie

● Il nome Camuni deriva da “Camunni”, termine con cui era chiamato dai Romani il popolo che abitava la vallata durante l’età del ferro (cioè nel primo millennio a.C.).
La vallata venne conquistata dai Romani nel 16 a.C. durante le campagne di conquista condotte da Augusto.
● La lingua camuna, nota soltanto per un centinaio di epigrafi che fanno parte delle trecentomila incisioni della vallata, utilizza simboli simili a quelli etruschi e a quelli retici (dei Reti, popolo delle Alpi centro-orientali tra Italia, Svizzera, Austria e Germania (Wikipedia).
● Sul sito italiano dell’Unesco, alla pagina delle “produzioni culturali”, si può osservare il video del cartone animato realizzato da Bruno Bozzetto utilizzando le figure delle incisioni e scaricare l’App “Valcamonica Rock Art” per la visita ai parchi anche in inglese, francese e tedesco.
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● Scegli una delle immagini riportate (o un’altra a tua scelta che trovi su internet) e descrivi che cosa osservi.
● Osserva qui sotto la carta della Valcamonica con le zone più ricche di incisioni, e individua il punto più alto (Passo del Tonale) e quello più basso (Pisogne sul Lago d’Iseo). Cerca su internet l’altitudine dei due punti.
Determina anche le loro coordinate utilizzando Google Maps. Premi il tasto delle maiuscole dopo aver controllato che sia attiva l’opzione “LatLng “ del “Lab di Maps”.
In quale tratto la vallata presenta una direzione prevalentemente nord-sud?
E in quale è prevalentemente est-ovest?
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