Lungo un sentiero glaciologico: un viaggio nel tempo

Lungo un sentiero glaciologico: un viaggio nel tempo

L’ambiente alpino porta i segni dei cambiamenti che hanno plasmato il paesaggio nel corso dei millenni. Risalendo dalla valle verso le cime, è possibile osservare le tracce delle antiche glaciazioni e ricostruire la vita geologica delle montagne. Seguendo il Sentiero Glaciologico del Ghiacciaio di Dosdè Est, in alta Valtellina (Lombardia), compiamo un viaggio nel tempo a passo lento che ci interroga sull’inesorabile ritiro dei ghiacciai oggi.

Quando ci capita di passeggiare in aree alpine, possiamo osservare un ambiente profondamente modificato dall’interazione combinata tra fenomeni endogeni ed esogeni. I primi – cioè i processi geologici che modificano la superficie terrestre dall’interno della Terra –  hanno contribuito alla formazione e al sollevamento della catena alpina, mentre i secondi – processi naturali che modellano la superficie della Terra agendo dall’esterno – ne stanno plasmando tuttora l’aspetto.

Così le grandi vallate alpine hanno avuto origine da fenomeni endogeni, come il movimento delle faglie. Il loro aspetto attuale, però, è dovuto soprattutto a fenomeni esogeni, in particolare al modellamento dei fiumi e dei ghiacciai. Quest’ultimo è l’insieme dei processi di erosione, trasporto e deposito delle rocce che è causato dall’azione combinata dei ghiacciai e delle acque dei torrenti che nascono dallo scioglimento del ghiaccio.

La macchina del tempo

Ripercorrere a ritroso il corso di un fiume o torrente alpino è un’esperienza illuminante. È come tornare indietro nel tempo: risalendo la valle attraversate dal corso d’acqua verso le quote più elevate, si attraversano quelle che sono state le tappe di formazione dei ghiacciai durante i millenni.

È quello che accade lungo il Sentiero Glaciologico del Ghiacciaio di Dosdè Est, che seguiremo in questo nostro itinerario dalla valle alla vetta. Con la doverosa precisazione che le quote indicate nel testo fanno riferimento a una media riferita al settore meridionale delle Alpi centrali. Le quote, infatti, possono essere diverse a seconda della tipologia, dell’esposizione e della posizione geografica del ghiacciaio.

Salendo da valle verso le vette alpine, oltre il bosco, si entra in quello che viene definito pascolo alpino, la quota dove prevalgono piccoli arbusti e, appunto, i pascoli. È qui che i ghiacciai arrivavano dopo la fine dell’ultima grande glaciazione, in una fase glaciale chiamata Dryas recente o Egesen I e II. A quel tempo, circa 12000 anni fa, i principali ghiacciai giungevano fino a circa 2000-2100 metri di altitudine, lasciando come testimonianza del loro passaggio gli archi morenici, delle grandi strutture collinari a forma di semicerchio o ferro di cavallo, formate dall’accumulo di detriti trasportati da antichi ghiacciai durante le glaciazioni. Essi sono ancora visibili, anche se ormai largamente coperti dalla vegetazione.

Sentiero Glaciologico Dosdè Est
Il tracciato del Sentiero Glaciologico che porta ghiacciaio di Dosdè Est, in alta Valtellina.

I segni antichi dei ghiacciai

Oltre i pascoli alpini, prima di arrivare alle quote glaciali, si attraversa un’area denominata sub-nivale caratterizzata da suoli giovani, detti così perché non ancora molto sedimentati e stratificati: è la zona raggiunta dai ghiacciai durante la fase climatica della Piccola Età Glaciale. Qui, a un’altitudine di 2300-2400 metri, il paesaggio conserva intatti i segni di antichi ghiacciai che, migliaia di anni fa, riempivano le valli e agivano come gigantesche strutture, che hanno modellato le montagne con una forza straordinaria. Sono infatti visibili le morene, grandi cumuli di detriti, sassi e sabbia, le rocce montonate, affioramenti pietrosi una forma arrotondata e liscia, e infine le strie glaciali, cioè graffi, solchi e linee sottili incisi direttamente sulla superficie della roccia.

Le morene qui presenti si sono sviluppate non più tardi di 200-300 anni fa e la loro imponenza ci fa intuire la grandezza dei ghiacciai presenti fino alla metà dell’Ottocento. In quell’epoca i ghiacciai incutevano timore nella popolazione di molti villaggi alpini, per la loro vicinanza e la minaccia su abitati e coltivi.

sentiero-glaciologico-rocce montonate
Un cartello del Sentiero Glaciologico che indica la presenza di rocce montonate, affioramenti pietrosi arrotondati, che testimoniano il “passaggio” del ghiacciaio in tempi remoti.

Là dove c’era il ghiacciaio

Proseguendo oltre, si cammina in zone lasciate libere dal ghiacciaio in anni sempre più recenti. Qui la vegetazione ha iniziato da poco a colonizzare i terreni, ancora non del tutto consolidati, posti nelle vicinanze della fronte dei ghiacciai. Ancora un ultimo tratto e si giunge nei pressi della fronte glaciale, il punto in cui dove il ghiaccio ha inizio. Poggiando i piedi sul terreno appena liberato dal ghiaccio, si cammina su rocce e detriti che non riaffioravano da almeno 8000 anni, dai tempi dell’Optimum Climatico Olocenico. Quest’ultimo fu un periodo durato circa 6000 anni (da 10000 a 4000 anni fa) in cui i ghiacciai avevano dimensioni ridotte anche rispetto ai giorni nostri, ma, a differenza di oggi, la loro fase dinamica era in equilibrio con il clima di allora. Ora, invece, i ghiacciai stanno ancora cercando di adattarsi al clima attuale e il loro regresso continua inesorabilmente.

Il nostro viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio è terminato, consapevoli tuttavia che i ghiacciai e il percorso per raggiungerli si fanno sempre più distanti e in alta quota.

sentiero-glaciologico-ronte del ghiacciaio
Una targhetta segnala il limite del ghiacciaio nel 1932: alzando lo sguardo, è possibile intuire l’attuale posizione del fronte, molto lontano rispetto a quello di inizio XX secolo.

Fare Geo

Percorrendo un sentiero glaciologico, è possibile ripercorrere la storia di un ghiacciaio, transitando nei luoghi un tempo occupati dal ghiaccio e interpretando i segni del paesaggio. Usando lo slider qui sotto, osserva il movimento del Ghiacciaio dei Forni, in Valtellina (Lombardia). Poi esegui le seguenti attività.

  • Individua il Ghiacciaio dei Forni su una carta della Lombardia oppure su Google Maps o Google Earth. In quale parte della regione si trova? È vicino ad altri ghiacciai?
  • Con una ricerca sul web, scopri quali sono le caratteristiche principali di questo ghiacciaio e qual è la sua importanza. Scrivi in proposito un breve testo di 500 caratteri.
  • Utilizzando lo slider, rifletti sui fenomeni e sugli elementi specifici del ghiacciaio, rispondendo a queste domande:
    – Come definiresti il movimento del ghiacciaio avvenuto tra il 2005 e il 2022?
    – Dove si trovava il fronte del ghiacciaio nel 2005? E nel 2022?
    – Che cosa è comparso sotto il ghiaccio nel corso del tempo?
    – Il colore del ghiaccio è cambiato?
  • Condividi con la classe i tuoi elaborati e confrontati con compagne e compagni sulle cause e sulle conseguenze del ritiro di un ghiacciaio.

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