Paiter-Surui, la tribù amazzonica ecologista e tecnologica che vende le sue quote di CO2

Paiter-Surui, la tribù amazzonica ecologista e tecnologica che vende le sue quote di CO2

I Paiter-Surui brasiliani sono la prima nazione al mondo a ricevere il certificato VCS (Verified Carbon Standard) che permette di vendere le quote di emissioni di anidride carbonica risparmiata nel loro territorio evitando la deforestazione (ANSA).
Per ottenerlo sono riusciti a cacciare dalla loro terra un centinaio di segherie abusive che distruggevano la foresta. La tribù in cambio riceverà crediti per oltre un milione di euro all’anno fino al 2038.
Con l’aiuto di associazioni etno-ambientali, Almir Surui,
capo della tribù “Paiter-Surui” della Riserva Sette di Settembre in Brasile al confine tra gli Stati di Rondonia e del Mato Grosso, è riuscito, a convincere tutti i leaders dei villaggi della riserva dei vantaggi economici che avrebbero ottenuto salvando la foresta. Difficile è stato convincere gli anziani dei villaggi che si poteva vendere l’anidride carbonica, invisibile e intrappolata nei loro alberi. E che venderla rendeva più che tagliare gli alberi (Progetto Kanide: SURUI CARBONO.

La storia degli indios Paiter-Surui
Gli indios chiamano se stessi Paiter, termine che nella loro lingua significa “noi stessi”, Surui è invece il nome dato dagli antropologi che li scoprirono.
Il primo contatto con il mondo moderno è avvenuto di recente, nel 1968, quando una strada tagliò la foresta raggiungendo il loro villaggio. I bianchi portarono purtroppo molte malattie che li decimarono: in circa tre anni la popolazione passò da 5.000 a 300 individui. E gli indios rimasti vennero a lungo sfruttati da taglialegna abusivi.
Negli anni Novanta l’intervento di organizzazioni ambientaliste (come Kanide e Acquaverde) ha permesso di puntare al salvataggio della foresta indirizzando la popolazione ad attività meno dannose (pesca, artigianato, caffè -solo nelle aree già diboscate-). E si Il parlamento dei Paiter-Surui.cerca anche di migliorare il livello di istruzione: attualmente quattro giovani sono stati accettati all’Università di Porto Velho, i primi indios di Rondonia ad aver raggiunto questo obiettivo.
Oggi gli indios sono circa 1200, hanno una certa autonomia e dal 2010 un loro parlamento. Vivono nella riserva che si estende per 240mila ettari (cioè 2.400 km², come tutta la provincia di Venezia) ed hanno due chilometri quadrati di foresta a disposizione a testa (densità 0,5 ab/km²). 

Curiosità
● Almir Surui, 37 anni, è convinto della necessità di salvaguardare la foresta amazzonica. Già nel 2008 era riuscito ad accordarsi con Google Maps (su Youtube il video del progetto e il video di Almir per il summit “Eye on Earth” tenuto ad Abu Dhabi (Emirati Arabi) a dicembre 2011. Google ha fornito laptop e cellulari con programmi in grado di dare in tempo reale informazioni sulle condizioni della foresta e istruito trenta indios per il monitoraggio e l’invio di filmati a Youtube.
● I Paiter-Surui hanno anche un loro sito in portoghese, lingua ufficiale brasiliana, e in inglese.
● Nel sito Acquaverde, terre indigene dei Surui, visibile anche in italiano, è possibile scaricare il modulo Google Earth sull’azione di Aquaverde nella zona.

Fare Geo
Qui a lato trovi la posizione sulla mappa dei villaggi dei Paiter-Surui. Si trovano lungo il confine meridionale della riserva, in modo da controllare l’eventuale ingresso di intrusi e il pericolo di diboscamenti abusivi.
Cerca su Google Maps, con l’opzioone di vista satellitare, il loro territorio. Riesci a individuare la posizione di alcuni villaggi?
Da quali elementi li riconosci?

 

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