Agenda 2030
Goal 4: Istruzione di qualità

<small>Agenda 2030</small><br>Goal 4: Istruzione di qualità


Istruzione. A che punto siamo?

Lenti progressi con drammatici ritardi

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ha stabilito come Goal 4 l’istruzione di qualità. Questo obiettivo intende garantire a tutti una formazione scolastica di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente. L’istruzione contribuisce in maniera determinante alla realizzazione di sé ed è strettamente collegata al livello sociale ed economico raggiunti. L’apprendimento e la crescita intellettuale rappresentano un investimento strategico nella costruzione di una società più sostenibile e giusta per tutti gli uomini.

L’ONU, nella sua attività di monitoraggio dei progressi compiuti riguardo al Goal 4, rileva che sono stati compiuti importanti passi verso il raggiungimento dell’obiettivo, sia in termini di accesso all’istruzione sia nella prospettiva della partecipazione effettiva ai percorsi di apprendimento.

I dati però non sono del tutto confortanti. Per esempio, nonostante il trend positivo degli ultimi due decenni, nel 2017 nel mondo più di 260 milioni di ragazzi (di età compresa tra i 6 e i 17 anni) non erano mai entrati nel circuito scolastico e oltre la metà dei bambini e degli adolescenti di tutto il mondo non raggiungono livelli accettabili nelle competenze base di lettura e matematica.

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Numero di bambini in età scolare che abbandonano gli studi. I dati sono forniti in milioni, per livello scolastico e sesso. Periodo 2000-2017
Fonte: UN – The Sustainable Development Goals Report 2019

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Percetuale di bambini e adolescenti con basse competenze in lettura e matematica. Anno 2015
Fonte: UN – The Sustainable Development Goals Report 2019

Non si tratta certo buone notizie per le future generazioni e la loro capacità di conoscere il mondo e inserirsi in sistemi produttivi sempre più complessi, garantendosi un livello socio-economico e sanitario almeno decoroso.

Queste statistiche evidenziano inoltre la forte disparità tra le parti del mondo: le cartine riportate qui sotto (Fonte DeA Wing), con la percentuale di analfabeti e l’aspettativa di vita scolastica, riportano la situazione critica di gran parte dell’Africa e dell’Asia centrale e meridionale.

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Percentuale di persone oltre i 15 anni di età che non sanno leggere e scrivere sul totale della popolazione. Anno 2019.
Fonte: DeaWing – De Agostini Geografia

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Numero di anni dell’iter di studi degli studenti (dalla scuola primaria all’università). Anno 2019
Fonte DeaWing – De Agostini Geografia


Istruzione. Che fare?

Un difficile cammino tra povertà e tecnologia

Il Goal 4 riveste una particolare importanza perché fare dell’educazione un obiettivo delle politiche sociali di ogni Paese può favorire la nascita di una cittadinanza globale, attraverso la conoscenza, lo scambio di opinioni e il dialogo.

Questo obiettivo ha quindi un’importanza strategica ed è strettamente legato ai primi tre: l’istruzione infatti è un valido aiuto per ridurre la povertà e quindi eliminare la fame e migliorare la salute.

Il legame con la povertà, in particolare, ha una forte evidenza. Le proiezioni sostengono che se tutti gli adulti finissero le scuole secondarie, sarebbero sottratti alla povertà 420 milioni di individui, un traguardo purtroppo ancora lontano.

Il grafico qui sotto sintetizza con la correlazione tra il reddito nazionale lordo e il tasso di scolarizzazione dei bambini. È evidente come i Paesi più poveri presentano tassi di abbandono scolastico significativamente più alti rispetto ai Paesi con livelli più alti di reddito.

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Rapporto tra il reddito nazionale lordo pro capite e la percentuale di abbandono scolastico. La dimensione dei cerchi rappresenta la dimensione dell’abbandono scolastico (i Paesi con più di 1 milione di ababndoni sono inidicati con il nome). Anno 2015
Fonte UNESCO

 

Non esiste un rapporto di causa-effetto tra reddito e abbandono scolastico, ma gli studi hanno evidenziato come l’istruzione della popolazione sia uno dei prerequisiti per la crescita economica di un Paese. Purtroppo le disparità nell’ambito dell’educazione sono difficili da colmare e ancora oggi vi sono Paesi dove l’accesso all’istruzione rimane solo un sogno.

Il seguente grafico mostra con chiarezza il divario tra l’Africa subsahariana e il resto del mondo in merito ad alcuni elementi di contesto nel sistema istruzione: disponibilità dell’energia e delle fonti di sopravvivenza; strumentazioni e reti informatiche.

 

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Confronto tra le risorse per il sistema scolastico nell’Africa sub-sahariana e il resto del mondo. Anno 2017Fonte: UN – The Sustainable Development Goals Report 2019

Lo sviluppo tecnologico-digitale, che caratterizza molti aspetti del mondo contemporaneo, rappresenta una concreta opportunità per diffondere un grado di istruzione qualitativamente elevato in tutto il mondo. Purtroppo si registra spesso un significativo ritardo nella preparazione (alfabetizzazione digitale) dell’istituzione scolastica e degli insegnanti. La sfida è lanciata: le nuove generazioni possono raccoglierla e rispondere adeguatamente ai nuovi saperi e i nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione.

Resta da sottolineare inoltre il fatto che l’educazione oggi ormai va considerata come “permanente”, deve cioè continuare per tutta la vita, perché il mondo contemporaneo, per partecipare attivamente alla vita sociale, richiede competenze sempre più complesse ed elevate.

Tra le criticità, anche la differenza di genere incide sulla qualità dell’istruzione: donne e ragazze, in diverse aree del mondo, sono ancora sfavorite ed emarginate, senza la possibilità di accedere ai sistemi di scolarizzazione. E anche nei contesti contrassegnati da una condizione socio-economica più stabile e progredita, la condizione femminile nelle istituzioni formative e nel mondo del lavoro patisce ancora di inadeguatezze e penalizzazioni.


I traguardi

Per facilitare il raggiungimento dell’obiettivo e razionalizzare gli interventi da attuare, l’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal nei seguenti 13 target, qui sintetizzati:

  • 4.1 Assicurarsi che tutti, ragazzi e ragazze, completino un’istruzione libera, equa e di qualità che porti a un efficace apprendimento
  • 4.2 Assicurarsi che tutti i bambini abbiano uno sviluppo infantile precoce di qualità con accesso alla scuola dell’infanzia
  • 4.3 Garantire a tutti la parità di accesso ad un’istruzione di qualità tecnica, professionale e di terzo livello, compresa l’Università, a costi accessibili
  • 4.4 Aumentare il numero di persone con competenze necessarie per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale e per la vita
  • 4.5 Eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire la parità di accesso ai più vulnerabili (persone con disabilità, popolazioni indigene e bambini)
  • 4.6 Assicurarsi che tutti i giovani e una parte sostanziale di adulti, uomini e donne, raggiungano l’alfabetizzazione e l’abilità di calcolo
  • 4.7 Assicurarsi che tutti acquisiscano conoscenze e competenze per promuovere lo sviluppo sostenibile
  • 4.a Adeguare le strutture scolastiche alle esigenze di tutti e fornire ambienti di apprendimento sicuri, non violenti, inclusivi ed efficaci
  • 4.b Espandere il numero di borse di studio, in particolare nei Paesi meno sviluppati
  • 4.c Aumentare l’offerta di insegnanti qualificati, anche attraverso la cooperazione internazionale, in particolare nei Paesi meno sviluppati


Focus

Istruzione e migrazione

I fenomeni migratori interagiscono in diversi modi con l’istruzione: da un lato lo spostamento in un altro luogo di vita può interrompere un percorso di studi; dall’altro la migrazione può aprire orizzonti più favorevoli in termini di opportunità di formazione e apprendimento. Alcuni bambini, infatti, che migrano da zone con un livello basso di istruzione possono avere accesso a occasioni altrimenti non disponibili e talvolta l’istruzione e il desiderio di una vita migliore sono fattori fondamentali nella scelta di migrare.Spesso accade, però, che il rendimento di questi studenti migranti registra un certo ritardo rispetto alla preparazione dei coetanei originari del Paese ospitante.

Questi aspetti sono stati presentati e discussi nel report 2019 del Global Education Monitoring (GEM Report 2019), in cui si è decretata anche la necessità da parte dei governi di adottare politiche a favore del diritto allo studio per gli studenti migranti.


E in Italia?

Dispersione e abbandono scolastico in aumento

In relazione al raggiungimento del Goal 4 in Italia, il Rapporto ASviS 2019 documenta un significativo miglioramento in tutte le aree del Paese, anche se con una penalizzazione del Mezzogiorno.

In generale l’indicatore elaborato da ASviS (vedi il grafico sotto) registra un significativo miglioramento nel decennio tra il 2007 e il 2017. In particolare, dal 2010 in poi si osserva un deciso aumento sia della quota di persone che hanno completato il ciclo di studi (scuola secondaria di 2° grado e titolo universitario).

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Andamento dell’indicatore istruzione di qualità elaborato dall’ASviS per l’Italia. Anno 2018. Fonte: ASviS

Nel quadro italiano dell’istruzione, però, il dato più preoccupante è legato all’aumento della quota di dispersione scolastica e all’innalzamento del tasso di abbandono scolastico. Anche in questo caso sono significativi i divari territoriali: nel Mezzogiorno l’uscita dal sistema di formazione obbligatoria si attesta sul 18,5% rispetto alla media italiana del 14% (anch’essa in crescita).


Fare Geo

  • Individua nella Costituzione italiana i riferimenti al diritto allo studio e discuti in classe sull’utilità dell’istruzione e sulle sfide che l’Italia deve affrontare in questo settore: la scuola è utile? serve solo a ottenere un diploma o anche ad acquisire conoscenze e competenze? chi ha diritto di studiare? quando termina l’istruzione?
  • Osserva qui sotto i dati del MIUR relativi agli studenti con cittadinanza italiana presenti nelle nostre scuole. Il grafico fornisce un dato quantitativo nel corso degli ultimi 34 anni, mentre la cartina tematica rappresenta la diffusione degli studenti stranieri sul territorio italiano nell’anno scolastico 2017/2018.
    Che riflessioni puoi fare su questo fenomeno? È stabile o in crescita? Perché è più presente in alcune aree del Paese piuttosto che in altre?
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Numero di alunni in Italia con cittadinanza non italiana. Periodo 1983-2018
Fonte: MIUR

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Distribuzione in Italia degli alunni con cittadinanza non italiana. Periodo 2017/2018.
Fonte: MIUR

  • Seguendo lo schema qui sotto che riporta le interconnessioni tra il fenomeno della migrazione e l’istruzione, assieme ai tuoi compagni di classe elabora un documento multimediale che presenti la vostra riflessione su questo tema.
    Che cosa spinge uno studente a migrare? Che contesto scolastico può trovare nel Paese di arrivo? Che cosa dovrebbero fare i governi dei Paesi ospitanti nei confronti degli studenti migranti?

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Che cosa possiamo fare?

  • Tenerci informati: seguire le notizie locali e quelle internazionali sui media a disposizione (tv, web, riviste e giornali).
  • Aiuta chi è in difficoltà negli studi, dedicandogli parte del tuo tempo. L’abbandono scolastico è una delle maggiori criticità nel sistema dell’istruzione italiana e il tutoraggio è uno strumento per rispondere a questo problema.
  • Regala o presta i tuoi libri usati: è un modo semplice e diretto consentire ad altri l’accesso alla conoscenza.
  • Cerca occasioni di formazione extrascolastica per le aree del sapere che ti interessano. Puoi farlo seguendo corsi nel tuo quartiere oppure iscrivendoti a corsi gratuiti on line per approfondire gli argomenti che ti appassionano.
  • Analizza i bisogni della tua scuola: di quali materiali scolastici ha bisogno? Ha una biblioteca fornita e aggiornata? Esiste un giornalino che racconta la vita di studenti e insegnanti? L’ambiente è accogliente? Organizza incontri formativi per studenti e genitori? Con i tuoi compagni cerca di stimolare gli insegnanti e i dirigenti scolastici per migliorare concretamente l’ambiente e la qualità dell’offerta formativa.

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