Buon anno! ma in quale anno siamo?

Buon anno! ma in quale anno siamo?

Come consuetudine, anche questa volta il 31 dicembre diamo l’addio all’anno che termina e festeggiamo l’arrivo del 2026. Tra i fuochi d’artificio che illuminano i cieli di tutta la Terra, questo evento si celebra da est a ovest, ora dopo ora, passando da un fuso orario all’altro. Ma non è così dappertutto. A seconda delle diverse culture, infatti, i calendari prevedono l’inizio del nuovo anno in momenti differenti dell’anno solare.

I primi e gli ultimi botti

I primi a salutare il 2026 sono gli abitanti delle Sporadi Equatoriali (o Line Island), un piccolo arcipelago del Pacifico appartenente alla repubblica di Kiribati che ha come fuso orario UTC+14: essendo avanti di 13 ore rispetto all’Italia (UTC+1), lì si festeggia il nuovo anno quando da noi sono le 11 del mattino del 31 dicembre.

Tra le grandi metropoli la prima a festeggiare il nuovo anno è Auckland (Nuova Zelanda), seguita due ore dopo da Sydney (Australia) e quindi da Tokyo (Giappone), mentre le ultime sono le grandi città della costa pacifica statunitense, come Los Angeles e San Francisco, dove la mezzanotte scocca quando da noi sono le 9 del mattino del 1° gennaio.

L’ultimo capodanno, però, si festeggia nell’Oceano Pacifico, precisamente in due atolli statunitensi disabitati (isole Baker e Howland) che, con il fuso orario UTC-12, sono gli ultimi a passare nel nuovo anno: 26 ore dopo i primi festeggiamenti, quando nelle Sporadi Equatoriali sono già le 2 del mattino del 2 gennaio.

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Un dettaglio della carta dei fusi orari che permette di visualizzare le aree geografiche agli estremi della datazione internazionale: la zona UTC+14 delle Line Islands e la zona UTC-12 degli atolli Baker e Howland. (Fonte: Wikimedia Creative Commons, adattata)

L’evoluzione del calendario

Il calendario gregoriano, secondo il quale siamo entrati nel 2026, è un calendario solare che conta gli anni dalla nascita di Gesù. È il calendario più diffuso: “esportato” dagli europei negli altri continenti, è utilizzato a fini civili in tutto il mondo. Storicamente è nato dall’aggiustamento di calendari e calcoli precedenti.

Il calendario giuliano

Il calendario gregoriano è una modifica del calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C., che contava gli anni partendo dal 753 a.C., anno convenzionale della fondazione di Roma (Ab Urbe Condita).

Introduceva l’anno bisestile ogni quattro anni per allineare il calendario solare alle stagioni. Questo criterio di numerazione degli anni proseguì fin dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C.).

Dionigi il Piccolo e l’era cristiana

Nel VI secolo, il monaco Dionigi il Piccolo ricevette l’incarico dal papa di calcolare la data della Pasqua. In quell’occasione, propose di adottare la nascita di Cristo come punto di riferimento per il calcolo del tempo. Dionigi calcolò che Gesù fosse nato nell’anno 753 Ab Urbe Condita, designandolo come l’anno 1 dell’era cristiana (Anno Domini).

Gli studi moderni concordano nel ritenere che Dionigi commise un errore di calcolo di circa 4-7 anni (Gesù sarebbe nato sotto il regno di Erode il Grande, che morì nel 4 a.C.). In ogni caso, questo sistema di calcolo (“dalla nascita di Cristo”) si diffuse gradualmente dall’Italia e divenne lo standard in Europa intorno al IX secolo, sotto l’Impero di Carlo Magno.

La riforma gregoriana

Nonostante l’efficacia del calendario giuliano, esso aveva un piccolo difetto: calcolava l’anno solare come se durasse esattamente 365 giorni e 6 ore. In realtà, l’anno solare è circa 11 minuti più corto (365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi).

Questa differenza di 11 minuti accumulò, nel corso dei secoli, un ritardo di circa 10 giorni. Per correggere questo sfasamento (che spostava la Pasqua e le stagioni), nel 1582 papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano.

Per recuperare il tempo perduto, si passò direttamente dal 4 ottobre al 15 ottobre 1582 e, per evitare nuovi accumuli, furono eliminati i bisestili degli anni “centenari” non divisibili per 400 (per esempio esempio, il 1900 non è stato bisestile, il 2000 sì). Noi oggi festeggiamo l’anno 2026 secondo questo calendario.

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L’istituzione del calendario gregoriano da parte di papa Gregorio XIII nel 1582.

2026 per tutti? Un calendario per ogni tradizione

Nel mondo non esiste un unico calendario. In passato infatti ogni popolo aveva un proprio calendario e iniziava a contare gli anni da un evento importante, generalmente legato alla storia, alla religione o all’astronomia. Anche la durata dell’anno variava, a seconda che il calendario facesse riferimento al moto del Sole, a quello della Luna o a entrambi.

Calendario islamico

Secondo il calendario islamico siamo nel 1447. Per la precisione il 1° gennaio gregoriano 2026 corrisponde alla data islamica del giorno 1 del mese Rajab dell’anno 1447.

I musulmani iniziano a contare dal 622 (Egira, quando Maometto lasciò la Mecca per recarsi a Medina). Quello islamico è un calendario lunare, in cui l’anno dura 354 o 355 giorni (11 in meno dell’anno solare) e non è sincronizzato con l’alternarsi delle stagioni. Per questo motivo per il calendario islamico sono passati 1447 anni dall’Egira, mentre per noi soltanto 1404.

Trattandosi di due sistemi molto diversi, non è semplice trovare una corrispondenza fra i due calendari: l’Egira, e quindi l’inizio dell’anno islamico, può cadere in qualunque giorno di un anno gregoriano. Per il calcolo esatto, quindi, è necessario servirsi dei convertitori di date disponibili sul web.

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Tè e datteri, cibo tradizionale per celebrare il capodanno islamico.

Calendario ebraico

Il calendario ebraico inizia dalla presunta data della creazione del mondo, che in base alle indicazioni contenute nella Bibbia è stata individuata nel 3761 a.C. Il primo giorno del primo anno del calendario ebraico corrisponde al 6 ottobre del 3761 a.C.

Poiché il capodanno ebraico cade in autunno, l’anno gregoriano 2026 comprende due anni ebraici: il 5786 (fino a settembre) e il 5787 (da settembre in poi). Più precisamente, l’anno ebraico 5786 inizia al tramonto del 2 ottobre 2025 e termina l’11 settembre 2026. Al tramonto del 12 settembre 2026 avrà inizio l’anno 5787.

Quello ebraico è un calendario lunisolare con anni composti da 12 mesi, che sono più brevi dell’anno solare di 10 giorni e 21 ore (quasi 11 giorni). Per compensare questa differenza, aggiunge un tredicesimo mese (mese intercalare) per 7 volte all’interno di un ciclo di 19 anni.

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Lo Shofar, il corno di montone utilizzato come strumento musicale, viene utilizzato durante la festa di Rosh haShana, il capodanno ebraico.

Calendario cinese

Il calendario cinese è uno dei sistemi di datazione più antichi ancora in uso. Il suo inizio viene convenzionalmente fissato nel 2637 a.C., anno in cui, secondo la tradizione, l’Imperatore Giallo (Huangdi) introdusse il primo ciclo sessagesimale.

Si tratta di un calendario lunisolare, come quello ebraico, che per mantenere l’allineamento con le stagioni solari (fondamentale per l’agricoltura) aggiunge un mese intercalare circa ogni 3 anni. Di conseguenza, il capodanno cinese (o Festa della Primavera) non ha una data fissa, ma oscilla tra il 21 gennaio e il 20 febbraio.

Il calendario cinese si basa su ciclo di 60 anni. L’attuale ciclo è iniziato nel 1984, quindi il 2026 corrisponde all’anno 4723.

Ogni 12 anni cambia l’animale cui l’anno viene associato. L’alternanza dei 12 animali è: il Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. L’ultimo ciclo di animali è iniziato nel 2020 e l’anno 4723 è associato al Cavallo, un segno che rappresenta l’azione, la libertà e il movimento.

Al 1° gennaio 2026 saremo ancora nell’anno del Serpente. Il nuovo anno del Cavallo inizierà il 17 febbraio 2026.

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Un’antica ruota della vita della tradizione cinese con la bussola dello zodiaco.
CulturaCalendarioAnnoTipo di Ciclo
OccidentaleGregoriano2026Solare
IslamicaHijri1447Lunare
EbraicaEbraico5786Lunisolare
CineseTradizionaleCavallo / 4723Lunisolare

Altri calendari

Oltre ai calendari che abbiamo presentato prima, ne esistono altri che dimostrano la ricchezza e le varietà delle culture e delle tradizioni che popolano il nostro Pianeta.

Per fare qualche esempio, possiamo citare questi calendari:

  • armeno: inizia nell’anno 552 del calendario gregoriano (data del Concilio di Tiben in cui la Chiesa armena si separò da quella bizantina) e quindi per gli armeni il 2026 corrisponde al 1475;
  • buddista: inizia a contare gli anni dal 543 a.C., anno della morte del Buddha storico, e quindi per i buddisti il 2026 corrisponde al 2569 (mancando nel nostro calendario l’anno zero, bisogna aggiungere 1 anno al computo); il capodanno buddista è Songkran, che si festeggia tra il 13 e il 15 aprile;
  • etiopico: festeggia il capodanno l’11 settembre ed essendo in ritardo di circa 7 anni e 8 mesi sul calendario gregoriano, il 1° gennaio 2026 in Etiopia sarà l’anno 2018. L’anno 2019 inizierà l’11 settembre 2026;
  • berbero: ancora usato in Nord Africa per scandire le attività agricole, parte convenzionalmente dal 950 a.C., l’anno in cui si fissa l’ascesa al potere in Egitto del primo faraone e libico; il 2026 corrisponde al 2976.
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Nel capodanno buddista si svolge Il rituale del Song Nam Phra, che consiste nel bagnare le immagini del Buddha con acqua profumata con rosa o gelsomino.

L’anno che non esiste

Nel VI secolo, quando Dionigi il Piccolo introdusse il computo degli anni dalla nascita di Cristo, il numero zero non era ancora utilizzato in Europa. Per questo motivo, il sistema di datazione passa direttamente dall’1 a.C. all’1 d.C. Questa assenza dello zero è stata mantenuta nel calendario gregoriano e comporta una particolarità nel calcolo degli intervalli di tempo a cavallo della nascita di Cristo: tra il 10 a.C. e il 10 d.C. non sono trascorsi 20 anni, ma solo 19.

Inoltre la mancanza dell’anno zero implica che il primo secolo finisce nell’anno 100 e il secondo secolo inizia nel 101. Due decenni fa, i grandi festeggiamenti che hanno accompagnato il capodanno 2000 per l’ingresso nel nuovo millennio erano in anticipo di un anno: in realtà il terzo millennio è iniziato il primo gennaio 2001!

Fare Geo

  • Utilizza la carta dei fusi orari (riportata sotto; Fonte: Wikimedia Creative Commons) per determinare che ora era in Italia nel momento in cui è stato festeggiato il 2026 nelle seguenti città: Londra, Mosca, New York, Rio de Janeiro, Città del Messico, Città del Capo, Honolulu, Tokyo, Sydney.
  • Rispondi alle seguenti domande motivando la tua scelta:
    – Le località situate più a est dell’Italia hanno festeggiato prima o dopo di noi? O non si può sapere?
    – Le località situate più a sud dell’Italia hanno festeggiato prima o dopo di noi? O non si può sapere?
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