Come “si fa” un pollo?

Come “si fa” un pollo?

di Giordano Golinelli, ACRA-CCS

Mangiare pollo fritto del Kentucky
è come far parte di un complotto contro se stessi”

(dal film Ipotesi di complotto di R. Donner)

A chiunque abbia figli almeno una volta nella vita è capitato di rispondere a una domanda: “Come si fa un pollo?”. Beh, forse non a tutti è capitato di dover spiegare al proprio figlio proprio come si fa un pollo ma sicuramente a tutti è stato chiesto di spiegare da dove viene un cibo o una bevanda che consumiamo quotidianamente.

In questi casi a nessuno verrebbe in mente di rispondere: “Caro, il pollo viene da una fabbrica di polli”, si cerca piuttosto di spiegarne l’origine facendo ricorso all’immagine della fattoria, dove i polli razzolano nei prati, mangiano semi e vermi, si riparano in una stalla ecc. ecc.
Lo facciamo perché pensiamo sia importante che i nostri figli non perdano il contatto con l’agricoltura tradizionale, quella fatta di campi e contadini che la maggior parte dei bambini di oggi, soprattutto quelli che vivono nelle grandi aree urbane, conosce poco o per nulla.
Giusto farlo, perché in fin dei conti quel mondo agricolo che rappresentiamo nelle nostre spiegazioni esiste. Ancora esistono le fattorie, i contadini, le stalle e tutto il resto.
Giusto farlo anche per non dimenticare il legame vitale che abbiamo con la natura, le piante e gli animali senza i quali non potremmo sopravvivere e a i quali dobbiamo tanta fortuna del nostro mondo di oggi.
Tuttavia la risposta “il pollo si fa in una fabbrica” rischia di essere oggi quella più corretta, perché l’agricoltura negli ultimi decenni è cambiata radicalmente e se potessimo vedere di persona come vengono prodotti gli alimenti che mangiamo – seguirne il percorso dal campo alla tavola – vedremmo qualcosa che assomiglia molto più a una fabbrica che a una fattoria.
Per spiegare a un bambino come si fanno i polli bisognerebbe insomma portarlo a vedere due luoghi diversi. Il primo è una azienda agricola tradizionale, dove i polli vivono tra stalla e prati, mangiano un po’ di tutto e per diventare grandi ci mettono cinque o sei mesi. Il secondo è una fabbrica. Un grande capannone dove i pulcini nascono in un armadio, viaggiano su nastri trasportatori verso un grande locale dove vivono a migliaia, mangiando a più non posso 24 ore su 24 per diventare grandi in poco più di un mese.
Purtroppo entrare in una fabbrica di polli è praticamente impossibile. Provate a chiedere di organizzare una uscita didattica in una di queste fabbriche e vedrete che la risposta sarà negativa. Non si può fare. Non ci resta quindi che far ricorso ad altre risorse, facendo vedere video e documentari di chi in questi luoghi è riuscito a entrare con una telecamera per farci vedere cosa succede dentro.
Se lo fate preparatevi a rispondere ad altre domande, più complesse, che potrebbero anche mettere in difficoltà le vostre certezze sul cibo e l’alimentazione. Ma che allo stesso tempo potrebbero condurvi verso scelte più consapevoli di acquisto e consumo di alimenti. Più vicine a quell’immagine che tutti raccontiamo ai nostri ragazzi quando rispondiamo alle loro domande.

Risorse didattiche

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