Energia e alimenti dagli scarti agricoli: oggi è possibile

Energia e alimenti dagli scarti agricoli: oggi è possibile

Dall’Italia un aiuto per l’Africa
Una stessa soluzione due per problemi diversi, ma entrambi volti allo sviluppo sostenibile del pianeta:
● Aumentare la disponibilità di prodotti alimentari ad alto contenuto proteico nei Paesi (soprattutto Africa) dove è diffusa la malnutrizione infantile, senza che sia necessario aumentare i terreni coltivati.
● Produrre biocombustibili (energia rinnovabile) senza togliere terreno alle colture e con bassi costi energetici (sovente un biocombustibile richiede per la sua produzione più energia di quella che poi fornisce). La notizia è data da “Il Sole 24 ore“.

Si tratta del sistema Hyst, una tecnologia inventata dall’ingegnere biologico italiano Umberto Manola che permette di trasformare gli scarti agricoli (crusca, paglia…) in prodotti alimentari e biomasse per le energie rinnovabili (biogas, bioetanolo). E questo con consumi ridotti e nessun impatto ambientale, come riportato sempre da “Il Sole 24 ore“.

La macchina è in grado di separare le componenti degli scarti agricoli che possono così essere utilizzati proficuamente. Si ottiene così una farina altamente proteica, particolarmente adatta per sopperire alle carenze della malnutrizione. E il materiale che si ottiene con la separazione delle componenti, privato di lignina e cellulosa, può essere trasformato in biocombustibili con più efficienza. Mentre lignina e cellulosa possono essere utilizzati nell’industria cartaria o per altri combustibili. Altre notizie le potete trovare sul sito della BioHyst.

In Europa il sistema sarà utilizzato essenzialmente per la produzione di biocombustibili. L’Italia, costretta ad importare quasi tutta l’energia che utilizza, potrebbe sostituire gran parte del petrolio con questi biocombustibili.

In Africa si punta soprattutto alla produzione di farina partendo da miglio e sorgo. Di questo si occupa il progetto “Frammenti di futuro: cibo per tutti” che mira alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile dell’Africa: è presentato dall’associazione umanitaria Scienza per Amore e sostenuto dall’ENEA.

Per fare geo
Ecco alcuni dati che possono essere utilizzati per preparare un grafico a istogrammi: dalla crusca si ottiene una quantità di farina pari al 20% del materiale utilizzato, ma il valore aumenta notevolmente: la crusca vale 100 euro la tonnellata e la farina invece ne vale 2.500. Partendo da 10 tonnellate di crusca, che costano 1.000 euro, si ottengono 2 tonnellate di farina altamente nutritiva che valgono 5.000 euro.

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