
Ecco un altro contributo basato sul commento e sulla lettura di dati geografici, pensato per accompagnare gli studenti e le studentesse alla scoperta di temi importanti per lo studio della Geografia. Nei numeri e nei dati più recenti cerchiamo risposte per esplorare i rapporti tra umanità e ambiente, cultura, economia e sostenibilità, pronti a trovare delle sorprese piccole e grandi.
Capita spesso oggi di venire inondati di informazioni e dati di ogni genere. E le statistiche sul clima non fanno eccezione. Numerosi studi in questo ambito si accumulano e forniscono una grande quantità di informazioni e cifre che a volte fatichiamo a focalizzare e a interpretare in modo efficace. Con questo contributo cerchiamo di chiarire alcuni fenomeni e concetti fondamentali per comprendere in modo sintetico la situazione ambientale e climatica del nostro pianeta. In particolare ci soffermeremo sull’andamento della temperatura globale, che nell’ultimo decennio ha registrato un aumento costante.
IL DATO
+ 1,43 °C
La temperatura media globale in superficie, calcolata come media annuale, nel 2025 è stata di 1,43 °C superiore alla media del periodo 1850–1900. L’anno più caldo in assoluto è stato il 2024 con un’anomalia di 1,55 °C, mentre gli ultimi 11 anni (compresi tra il 2015 e il 2025) sono stati il periodo più caldo mai registrato nella storia umana. Sono i dati dell’ultimo rapporto sul clima globale della World Meteorological Organization (WMO), intitolato “State of the Global Climate 2025“.
Lo “squilibrio energetico”
Per spiegare cosa stia accadendo alla Terra, il rapporto introduce con forza un parametro fondamentale: lo squilibrio energetico terrestre (Earth Energy Imbalance, EEI).
In condizioni di equilibrio, il nostro Pianeta riceve energia dal Sole e la restituisce allo spazio sotto forma di radiazione infrarossa; questo bilancio permette alla temperatura media di rimanere stabile nel tempo.
Tuttavia, a causa dell’aumento costante dei gas serra (soprattutto CO2), l’atmosfera agisce come una sorta di scudo invisibile. Questo scudo trattiene una parte dell’energia che dovrebbe essere dispersa, provocando uno squilibrio energetico: la Terra accumula più calore di quanto ne rilasci. Questo è quello che gli studiosi chiamano effetto serra antropico.
Dal 1960, lo squilibrio energetico terrestre è in aumento, in particolare negli ultimi 20 anni rispetto ai 66 anni precedenti. E nel 2025, questo squilibrio ha raggiunto il suo massimo storico.
Per comprendere meglio questo fenomeno, possiamo immaginare la Terra come una casa in cui il riscaldamento è acceso al massimo: se le finestre sono aperte, il calore in eccesso esce, ma se vengono sigillate, il calore staziona all’interno delle pareti aumentando la temperatura interna e rendendo il luogo invivibile.

Gli oceani e l’effetto spugna
Un aspetto spesso sottovalutato è dove finisca effettivamente tutto questo calore in eccesso. Il rapporto WMO chiarisce che oltre il 91% dell’energia accumulata a causa dell’effetto serra antropico viene assorbita dagli oceani.
Negli ultimi due decenni, la quantità di calore immagazzinata dai mari è stata pari a circa 18 volte il consumo energetico annuo dell’intera umanità.
Il riscaldamento delle acque marine nell’ultimo ventennio è più che raddoppiato rispetto al periodo 1960-2005 e ha provocato danni ambientali notevoli: per esempio l’acidificazione delle acque e lo sbiancamento dei coralli.
Inoltre il calore delle acque favorisce la fusione dei ghiacci continentali, il che ha portato il livello del mare nel 2025 a essere 11 centimetri più alto rispetto al 1993. Si tratta di un processo in accelerazione che, secondo gli esperti, è destinato a proseguire per secoli e a modificare la geografia dei continenti.

Un pianeta sempre più scuro
Un altro elemento fondamentale per valutare le conseguenze del riscaldamento globale riguarda i ghiacci artici. Il 2025 ha segnato un record negativo allarmante: il massimo invernale di estensione glaciale, registrato a marzo, è stato il più basso mai osservato. È sparita una superficie di ghiaccio pari a circa tre volte l’Italia rispetto alla media storica.
La scomparsa del ghiaccio artico ha degli effetti pericolosi. Infatti il ghiaccio bianco ha un’alta capacità riflettente (albedo), cioè respinge gran parte della radiazione solare. Quando il ghiaccio fonde, lascia il posto all’oceano scuro, che invece assorbe calore, accelerando ulteriormente il riscaldamento e la fusione di altro ghiaccio.
Questo fenomeno non riguarda solo il Polo Nord, ma influenza direttamente il meteo alle nostre latitudini. Un Artico più caldo altera i processi climatici, favorendo eventi meteorologici estremi e persistenti. In Italia, le recenti alluvioni che hanno colpito la Romagna e l’Abruzzo sono esempi tangibili di come mari e oceani più caldi alimentino dinamiche atmosferiche violente e distruttive.
Il ruolo della conoscenza e dell’educazione
Di fronte a una diagnosi così severa dello stato ambientale e climatico della Terra, la terapia non può che consistere in una transizione energetica radicale, basata sull’abbandono progressivo dei combustibili fossili, sull’efficienza energetica e sull’uso ottimizzato di energie rinnovabili.
Non si tratta di allarmismo o di una visione catastrofica del nostro futuro, ma semplicemente di una constatazione logica, basata sulle conseguenze misurabili delle leggi della fisica. Conoscere e riflettere su questi fenomeni aiuta studentesse e studenti ad acquisire strumenti critici per comprendere il mondo che erediteranno, sapendo interpretare la complessità dei meccanismi fisici che regolano il clima.
Fare Geo
Questo planisfero mostra le differenze della temperatura media annuale nel 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020. Nella scala graduata sotto la carta sono riportate le anomalie delle temperature medie per i continenti (a destra) e per i mari e gli oceani (a sinistra).

- Osserva la carta e rispondi alle domande.
- Che cosa è successo nelle aree geografiche colorate di rosso?
- Che cosa è successo nelle aree geografiche colorate di arancione?
- Che cosa è successo nelle aree geografiche colorate di giallo?
- Che cosa è successo nelle aree geografiche colorate di azzurro?
- Scegli tre Stati: uno del Nord, uno del Sud, uno vicino all’Equatore (per esempio: Russia, Australia, Indonesia). Disegna un istogramma con i valori della temperatura media annuale di ciascuno Stato nel 2025.
- Rifletti su ciò che hai osservato nel planisfero e nel grafico che hai prodotto. Che valutazione generale puoi dare dell’andamento climatico della Terra nel 2025?