
Foto soci AITR
Il turismo sta cambiando pelle: oggi viaggiare non significa solo raggiungere mete sconosciute spostandosi da un luogo a un altro, ma anche visitare e conoscere luoghi altri in modo responsabile, consapevole e sostenibile. E in questo processo, anche le agenzie turistiche possono contribuire alla transizione ecologica e valoriale del settore. Per capire come si sta evolvendo il turismo alla luce dei valori della sostenibilità e quali occasioni professionali può offrire, abbiamo intervistato Sabrina Cavallo, responsabile della comunicazione dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), traendo spunto da Mete, il nuovo corso di geografia turistica di Deascuola che propone un itinerario completo di sostenibilità nel turismo attraverso interviste esclusive a operatori responsabili.
Quali sono le nuove professioni emergenti e quali competenze servono per il turismo del futuro?
La prospettiva da cui si guarda oggi all’esperienza turistica privilegia aspetti un tempo sconosciuti o trascurati. Le figure professionali che si inseriscono in questo processo innovativo tendono a coniugare esigenze diverse, legate alla valorizzazione dell’ambiente, alle risorse tecnologiche e a un modo di accostarsi ai viaggiatori con un approccio ispirato all’ascolto.
In questo nuovo scenario si distinguono innanzitutto il travel designer, che progetta viaggi su misura dando valore a luoghi e stili di vita autentici, e l’esperto di turismo sostenibile, che guida le imprese verso scelte green efficaci.
Anche il settore delle tecnologie vede l’avvento di nuovi professionisti, come il digital destination manager, un promotore turistico che sfrutta avanzate competenze digitali. A completare il quadro, segnaliamo la crescente importanza di guide ambientali o culturali e di operatori della mobilità dolce, esperti in spostamenti a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici.
È chiaro che per lavorare in questi contesti, innovativi e complessi, servono competenze solide in diversi ambiti. In una prospettiva internazionale, è prioritaria una buona conoscenza delle lingue straniere, così come si rivela indispensabile la conoscenza degli strumenti digitali per la comunicazione e la prenotazione. A completare il bagaglio di competenze c’è una risorsa che enfatizza le proprie capacità personali e consente di moltiplicare l’efficacia delle iniziative: la capacità di lavorare in team.
Sono poi fondamentali anche le soft skills: ascolto, empatia, creatività e sensibilità verso le persone e il territorio. Senza dimenticare che una conoscenza approfondita dei princìpi della sostenibilità permette di trovare soluzioni innovative.

Soffermiamoci ora sulle realtà locali, i nuclei vitali del turismo sostenibile: come possono diventare più competitive anche in uno scenario internazionale?
La forza del turismo locale risiede in primo luogo nella valorizzazione del territorio, nelle sue coordinate principali: paesaggi, tradizioni e prodotti tipici. Ma rendere competitive le realtà locali significa anche pensarle come protagoniste all’interno di una rete più ampia, di respiro europeo.
Collaborare con altri territori, anche stranieri, infatti, permette di scambiare buone pratiche e di coinvolgere giovani e comunità per offrire esperienze di qualità che rispettino la natura e le persone. In questo senso è essenziale la pratica di formazione e aggiornamento per chi lavora nel settore, in un processo continuo di consapevolezza e responsabilità.
Proprio a questa necessità risponde il progetto First Mile.
In cosa consiste concretamente il progetto First Mile e quali sono i suoi obiettivi?
Si tratta di un progetto europeo, nato dopo la pandemia per aiutare le piccole medie imprese (PMI) turistiche a diventare più sostenibili. Il progetto coinvolge partner di cinque Paesi (Francia, Norvegia, Italia, Slovenia e Bulgaria) e adotta un approccio basato sulle scienze comportamentali: l’idea di base è che piccoli cambiamenti quotidiani possano portare a grandi risultati ambientali.

Il programma accompagna 80 piccole imprese del settore turistico in un percorso personalizzato. Ogni realtà riceve un finanziamento fino a 10.000 euro e il supporto formativo di un coach dedicato. A partire dalle proprie esigenze e dal contesto in cui operano, le imprese devono scegliere alcune “tattiche comportamentali” da mettere in pratica. Il progetto ha introdotto 29 tattiche comportamentali basate su sei obiettivi chiave:
- riduzione dei rifiuti: distribuire ai turisti sacchetti per la raccolta differenziata per renderla più intuitiva;
- valorizzazione del cibo locale: valorizzare i prodotti tipici e le storie delle aziende agricole nei racconti e nei menù della ristorazione;
- mobilità verde: promuovere percorsi a piedi o l’uso di mezzi pubblici, alternativi all’automobile;
- risparmio idrico: consigliare il riutilizzo degli asciugamani o l’installazione di rubinetti a flusso ridotto;
- riduzione del consumo energetico: spingere le imprese turistiche ad adottare tecnologie che gestiscano in maniera intelligente e anti-spreco le luci e le temperature;
- gestione del flusso dei visitatori: suggerire itinerari meno noti per differenziare l’offerta ed evitare il sovraffollamento dei luoghi solitamente più frequentati.
Quali risultati e nuove competenze emergono da questa sperimentazione?
Dall’esperienza di First Mile gli operatori turistici coinvolti hanno sviluppato nuove competenze multidisciplinari. Per esempio, hanno imparato a sviluppare una maggiore capacità di progettazione sostenibile e ad affinare competenze digitali e di marketing etico per comunicare in modo più coinvolgente i propri valori.
Infine, hanno potenziato le capacità di interagire in modo empatico e informato con il cliente, migliorando l’intera esperienza turistica.
Fare Geo

Provate a progettare un’attività turistica ispirata ai valori della sostenibilità.
- Per prima cosa analizzate l’attività di un’impresa turistica – per esempio un’agenzia che si occupa di organizzare gite scolastiche – osservando il catalogo delle sue proposte: scegliete una proposta e applicate a essa i sei criteri individuati dal progetto First Mile.
- Suddividetevi in gruppi: ciascuno proverà a individuare le azioni (tattiche comportamentali) che danno migliore attuazione ai sei criteri. Nel lavoro di gruppo valutate in modo concreto tutti gli aspetti: quali azioni possono risultare davvero efficaci? Per realizzare questo progetto, servono nuove professionalità? Quali? I costi per la clientela cresceranno? In che misura?
- Compiuta questa fase di studio e riflessione, provate a “correggere” la proposta dell’agenzia, stendendo un nuovo programma per l’attività prescelta.

Mete è il nuovo corso Deascuola di Geografia turistica per gli Istituti tecnici, che favorisce la conoscenza dei flussi e dei fenomeni turistici e rende possibile la scoperta del patrimonio naturale e culturale.
Un’ampia esplorazione di regioni e Paesi consente di comporre un quadro aggiornato sulle attuali tendenze del turismo. Il corso offre strumenti per apprezzare le esperienze di turismo sostenibile e promuovere le competenze civiche, alla luce delle sfide ambientali del mondo contemporaneo.
Segui il webinar per i docenti della Scuola secondaria di II grado
Turismo e cooperazione allo sviluppo
27 Marzo 2026 – ore 15.00
La valorizzazione del patrimonio storico-culturale e naturalistico-ambientale viene analizzata come risorsa per un turismo che sia veicolo della cooperazione internazionale allo sviluppo. Il turismo (responsabile) può costituire un’opportunità per le comunità locali nei termini di ricaduta di natura occupazionale ed economica. Un’opportunità da proporre anche ai giovani e alle donne dei luoghi dove viene proposta una attività di cooperazione allo sviluppo.
Durante il webinar verranno affrontati i seguenti temi:
- La cooperazione allo sviluppo nel contesto italiano ed europeo
- La progettualità e le finalità di sviluppo turistico nelle iniziative di cooperazione
- Esperienze di turismo responsabile seguite da AITR