
Imparare a viaggiare nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali, in Italia, in Europa e nel mondo, e scoprire come programmare esperienze di turismo consapevole e responsabile è una sfida da raccogliere per tutti i giovani geografi. Ma come nasce un’attività di turismo responsabile? Può funzionare davvero? Presentiamo un’esperienza significativa, grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), traendo spunto da Mete, il nuovo corso di geografia turistica di Deascuola che propone un itinerario completo di sostenibilità nel turismo attraverso interviste esclusive a operatori responsabili.
Quale montagna?
La montagna è un ambiente fragile sotto diversi punti di vista, non solo ambientale e climatico, ma anche demografico e turistico. Oggi sta vivendo una trasformazione profonda nel modo in cui viene vissuta, percepita e frequentata. Subisce sempre più fenomeni di alterazione del clima e degli habitat, che modificano e danneggiano gli ecosistemi. Vive da anni anche processi di spopolamento, con l’abbandono di aree un tempo abitate e coltivate. E in alcune località paga le conseguenze di flussi turistici fuori proporzione.
A questo declino si è risposto con la dilatazione dell’offerta turistica di massa e la spettacolarizzazione delle mete turistiche montane, con l’obiettivo di attirare sempre più visitatori-consumatori.
C’è però anche un modo diverso di vivere e valorizzare le alte terre: si tratta di esperienze di accoglienza turistica sostenibili e diffuse sul territorio, con infrastrutture rispettose dell’ambiente e che privilegiano un approccio dolce e collaborativo. Una scelta che rifiuta la logica della omologazione per abbracciare una filosofia diversa, ispirata ai concetti di limite e di rispetto. Non si cerca il consumo superficiale del paesaggio, ma l’armonia autentica con l’ambiente naturale.

Ospitalità tra lentezza e silenzio
In questo modello di proposta turistica, l’escursionismo e le attività sportive non sono solo semplici occasioni di divertimento e svago su uno sfondo di incantevole bellezza, ma si trasformano in veicoli di conoscenza del territorio.
Camminare lungo i sentieri o pedalare in quota permette di osservare i mutamenti degli ecosistemi e di riscoprire il valore del silenzio. La natura smette di essere uno semplice sfondo da cartolina per diventare una compagna di viaggio, da scoprire passo dopo passo.
Il valore del turismo responsabile si estende anche al patrimonio antropico. I piccoli borghi, spesso lontani dai flussi principali, custodiscono una storia millenaria che attende di essere svelata. Esplorare questi luoghi significa incontrare chi vive la montagna tutto l’anno. Dialogare con gli abitanti e scoprire le loro tradizioni, dal lavoro artigianale alla gestione dei pascoli, trasforma la vacanza in un’esperienza di crescita culturale.
Il visitatore non è più un semplice consumatore di servizi, ma un ospite che contribuisce a mantenere viva l’economia locale senza stravolgerla.
L’esperienza di NaturaValp in Valpelline
Un esempio concreto di questa visione è rappresentato dall’associazione culturale NaturaValp, attiva in Valpelline, una delle valli più integre della Valle d’Aosta. Questa zona ha scelto consapevolmente di non installare grandi impianti di risalita, puntando tutto sulla conservazione dell’ambiente e sulla qualità dell’accoglienza. Abbiamo intervistato Daniele Pieiller, presidente di NaturaValp, che ci ha svelato le motivazioni, le caratteristiche e i risultati raggiunti dalla sua attività.
Quando e perché è nata la vostra iniziativa?
NaturaValp nasce a Bionaz, in Valle d’Aosta, nel 2012 dall’iniziativa di un gruppo di operatori turistici, agricoltori e artigiani locali, con l’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo sostenibile che protegga l’identità della valle. Il progetto si basa sull’idea che il benessere dei residenti sia la premessa per un’accoglienza di qualità. Se chi vive sul territorio lo rispetta e lo valorizza, il turista percepirà un senso di autenticità che nessuna struttura artificiale può offrire.
La comunità montana della Valpelline si estende si estende lungo il torrente Buthier, partendo dalla collina di Aosta fino ai ghiacciai delle Grand Murailles e Dent d’Herens oltre i 4000 metri. Questa area offre un paesaggio di rara bellezza: montagne elevate, ghiacciai spettacolari, laghi dai riflessi unici e potenti corsi d’acqua. La fauna e la flora, inoltre, sono un piccolo tesoro di biodiversità da preservare e ammirare.
Quali sono i criteri che animano la vostra attività?
NaturaValp organizza ogni sua iniziativa in base a criteri coerenti con la protezione dell’ecosistema della Valpelline. Uno dei pilastri dell’associazione è il legame inscindibile tra turismo e agricoltura, tra chi accoglie il turista e chi lavora la terra.
Concretamente ciò significa che le strutture che aderiscono a NaturaValp si impegnano a utilizzare e valorizzare i prodotti gastronomici locali. Nei rifugi o negli hotel si trovano formaggi, carni e ortaggi provenienti direttamente dai pascoli della valle.
Questa è una scelta sostenibile, che riduce drasticamente le emissioni legate ai trasporti (km zero) e sostiene direttamente l’economia dei piccoli produttori, evitando l’abbandono delle terre alte.

La sostenibilità si misura anche in altre scelte che hanno un impatto sulla vita quotidiana di chi vive o visita la Valpelline. Oltre a incentivare l’uso di oggetti in materiali biodegradabili, molte strutture adottano sistemi di riscaldamento a biomassa locale (legname della valle) o piccoli impianti idroelettrici, minimizzando l’impiego di fonti fossili.
I valligiani sono anche attenti a non produrre inquinamento acustico: qui non si trovano grandi impianti di risalita rumorosi e affollati, ma silenziosi sentieri per il trekking e lo sci alpinismo.
Che rilievo date alle relazioni con i turisti?
Per NaturaValp la sostenibilità è anche sociale. L’accoglienza è gestita in genere da persone che hanno scelto di vivere stabilmente nella valle e quindi hanno sviluppato un legame particolare con questo territorio.
Questo garantisce che i proventi del turismo restino sul territorio, creando posti di lavoro per i giovani della valle. D’altra parte, il visitatore scopre un’accoglienza genuina e ha la possibilità di conoscere e apprezzare usi, storie e tradizioni locali: non è un utente anonimo, ma una persona con cui scambiare esperienze e conoscenze.
Si deve a questa impostazione l’impegno a informare correttamente il visitatore sulla fragilità dell’ambiente alpino, spiegando le regole di comportamento sui sentieri, l’importanza di non disturbare la fauna selvatica e il valore culturale dell’architettura rurale tradizionale.

Quali sono i risultati ottenuti da NaturaValp?
I risultati di questo impegno sono evidenti a diversi livelli, a partire da un notevole e rapido aumento delle presenze turistiche (2012-2016), fino a ottenere un riconoscimento dell’agenzia delle Nazioni Unite come “ottimo esempio di turismo in montagna” nel 2022.
Dal punto di vista turistico, la Valpelline è diventata un punto di riferimento per il “trekking dolce” e l’alpinismo classico, attirando un pubblico internazionale attento alla sostenibilità. Tra i tracciati spicca la “La Strada Giusta in Valpelline”, che dalla città di Aosta raggiunge in tre giorni di marcia il rifugio Nacamuli a 2800 metri di quota. L’itinerario permette di ammirare imponenti vestigia romane, acquedotti medioevali, la fauna e la flora caratteristiche, la natura incontaminata e i segni di storie e leggende, ma soprattutto di incontrare abitanti, artigiani, agricoltori e commercianti che hanno scelto di venire o rimanere a vivere e lavorare in questi luoghi.
L’economia locale ha beneficiato di una crescita equilibrata, evitando i picchi di affollamento che danneggiano l’ambiente. Infine, il progetto ha rafforzato il senso di appartenenza della comunità, dimostrando che è possibile generare reddito attraverso il turismo preservando la propria identità e la bellezza del paesaggio alpino. NaturaValp è un modello vincente di turismo montano consapevole ed è la testimonianza concreta di come la montagna possa essere produttiva senza essere consumata.

Fare Geo
In campo turistico, l’avvio di un’attività imprenditoriale sostenibile come quella di NaturaValp si basa su alcuni valori fondanti che nel tempo rappresentano l’ispirazione per iniziative innovative, alternative al turismo di massa.
- Leggi l’articolo, consulta il sito www.naturavalp.it e prova a individuare i valori fondanti dell’associazione. Pensi che si possano applicare ad altre forme di turismo in altre aree italiane?
- Confrontati con i tuoi compagni e le tue compagne e provate a stilare una graduatoria dei primi cinque valori, in ordine di importanza.
- Debate: dividete la classe in due gruppi e considerate un valore (per esempio sostenere un turismo montano che non fa uso di mezzi di risalita). Un gruppo difende il valore, il secondo gruppo invece no. Durante la discussione raccogliete le motivazioni per sostenere i due punti di vista differenti e soppesate vantaggi e svantaggi di ciascuno.

Mete è il nuovo corso Deascuola di Geografia turistica per gli Istituti tecnici, che favorisce la conoscenza dei flussi e dei fenomeni turistici e rende possibile la scoperta del patrimonio naturale e culturale.
Un’ampia esplorazione di regioni e Paesi consente di comporre un quadro aggiornato sulle attuali tendenze del turismo. Il corso offre strumenti per apprezzare le esperienze di turismo sostenibile e promuovere le competenze civiche, alla luce delle sfide ambientali del mondo contemporaneo.
Segui il webinar
Insegnare con… Mete
25 Febbraio 2026 – ore 15.00
I cambiamenti strutturali del settore turistico stentano a manifestarsi. Viene consegnata ai giovani che stanno formandosi come tecnici del turismo l’eredità di un sistema che si deve innovare per trovare soluzioni a fenomeni epocali come la crisi climatica e l’overtourism. Il nuovo corso di Geografia Mete di Deascuola presenta chiavi di lettura per leggere il turismo attuale e formare i giovani a una nuova consapevolezza.
Durante il webinar verranno affrontati i seguenti temi:
- Il turismo oggi: dati ed evidenze
- Le grandi sfide del turismo
- I progetti di turismo responsabile in Italia e in altri Paesi
