La fine di una lunga dittatura

La fine di una lunga dittatura

Ieri, 20 ottobre 2011, è stato ucciso Mu’ammar Gheddafi, uno degli ultimi dittatori (ANSA).
Sono 42 anni che il rais era al potere in Libia. Dal 1969, quando con un colpo di Stato fece cadere la monarchia e instaurò la repubblica.
Gheddafi trasforma in breve tempo la repubblica in dittatura: fa approvare una nuova costituzione, abolisce le elezioni e tutti i partiti politici e assume tutti i poteri.
Quest’anno, sulla scia dei movimenti che hanno fatto cadere molti governi autoritari del mondo arabo, scoppia la rivolta in Libia.
Un lento cammino che si è concluso ieri con la morte del dittatore: durante uno scontro a fuoco secondo le dichiarazioni del governo dei ribeli, ma i video ripresi con i cellulari mostrano il rais catturato vivo e poi immagini confuse, fino al corpo ormai senza vita trasportato in ambulanza a Misurata (Il Corriere della Sera).

Un giovane rivoltoso con in mano la pistola d’oro di Gheddafi

A ucciderlo con un colpo di pistola sembra sia stato un ragazzo di vent’anni che gli ha strappato la pistola d’oro, già diventata un simbolo (Il Corriere della Sera).
Ora che il dittatore non c’è più in Libia può ritornare la pace, ma è un cammino difficile perché nel Paese vivono innumerevoli tribù di etnie differenti, in gran parte nomadi.
La popolazione è formata da arabi beduini (57% della popolazione libica), berberi (7%, di cui 0,5% sono tuaregh) e tebu (sudanesi, 4%); ciascuna con le proprie tradizioni e le proprie abitudini di vita. Poi vi sono egiziani (8%), tunisini (3%) e vari altri (italiani, greci…). Non sarà semplice mettere d’accordo tutti senza ulteriori conflitti, anche le tribù che hanno sostenuto Gheddafi.

Le dittature
Oggi nel mondo sono ancora molti i governi dittatoriali: secondo il rapporto della Freedom House nel 2010 erano ben 42 i Paesi “non liberi”.

La democrazia nel mondo, rapporto della Freedom House (2010)

In seguito alle manifestazioni e alle rivolte avvenute all’inizio del 2011 nell’area mediterranea sono in atti grandi cambiamento. In Tunisia il dittatore Ben Alì è stato costretto all’esilio (La Stampa), in Egitto Hosni Mubarak ha dovuto dimettersi (La Repubblica) e nello Yemen gli scontri hanno portato alla morte del primo ministro e al ferimento del presidente Ali Abdullah Saleh (da trent’anni al potere) che ha promesso di indire nuove elezioni e dare poteri forti al Parlamento (ANSA).

Fare Geo
● Osserva i dati relativi alla composizione della popolazione libica: quale percentuale costituiscono gli “altri”? Visualizza i dati con un grafico.
● Individua nella carta relativa alla diffusione della democrazia la Libia e gli altri Stati del Medio Oriente in cui vi sono state sommosse per ottenere maggiori libertà. Cambierà la colorazione di questi Paesi nel prossimo rapporto? Fino alla fine del secolo scorso nell’America Centrale e Meridionale prevalevano i governi dittaoriali, com è la situazione attuale? Vi sono ancora Paesi non liberi? Se sì, quali? E in Europa? Individua 20 Stati in cui non vi è libertà.

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