Mont Saint-Michel, un patrimonio da salvare

Mont Saint-Michel, un patrimonio da salvare

Mont Saint Michel, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e seconda meta turistica francese dopo Parigi, ritornerà ad essere un’isola e riacquisterà il fascino di un tempo quando ogni giorno al salire della marea l’acqua ricopriva la striscia di sabbia che univa il monte alla terraferma (La Stampa).
Sarà così messo in salvo il delicato ecosistema: la baia è un importante sito di transito e di svernamento per molti uccelli migratori, nelle acque vivono circa 100 specie di pesci e i fondali sono abitati da molluschi, crostacei e altri invertebrati.
Con la nuova sistemazione della baia i parcheggi spariranno e auto e pullman non potranno più giungere fin sotto le mura dell’abbazia.
Questo ha provocato lamentele da parte di quanti interessati a sfruttare il turismo.

I montoni dalla testa nera che pascolano nei prati salati attorno all’abbazia

Dai venditori di souvenir, bibite e panini, numerosi lungo la strada-diga che arriva al monte, ai tour operator costretti a tempi più lunghi, ai ristoratori che utilizzano per i loro piatti gli agnelli che pascolano nei “prés salés” (prati salati) della baia a secco, dove crescono erbe che danno alla carne un caratteristico sapore particolarmente apprezzato.

Una lunga storia
L’abbazia, costruita a partire dal X secolo, divenne una prestigiosa meta di pellegrinaggio durante tutto il Medioevo e nel XIV secolo venne circondata da una cinta muraria per difenderla dagli inglesi. Circa mille anni fa iniziarono anche i lavori per la sistemazione della baia. La costruzione della “diga della duchessa Anna” che ha permesso la creazione di polder (come nei Paesi Bassi) per recuperare terra da coltivare. In seguito sono stati eseguiti altri interventi, soprattutto nel XIX secolo, che hanno modificato la circolazione delle acque e portato al prosciugamento della baia: la canalizzazione del fiume Couesnon, che sfocia a lato dell’abbazia, e, nel 1879, la costruzione della diga su cui corre la strada che unisce Mont Saint-Michel alla terraferma. E così sono sempre più rari i giorni in cui la marea arriva a circondare d’acqua la rocca.
L’intasamento della baia ha avuto ripercussioni sulla fauna locale, oggi considerata in pericolo.

Il nuovo progetto
I lavori attuali, iniziati nel 2006, termineranno nel 2014 e riporteranno la baia alle condizioni iniziali: Mont Saint-Michel sarà nuovamente un’isola.
La diga e la strada attuale saranno demolite, al loro posto un ponte in legno sotto il quale scorrerà l’acqua della marea. Il passaggio sul ponte sarà vietato alle auto e ai pullman che dovranno fermarsi al parcheggio distante 2,5 km.
Il progetto deve però essere compatibile con il turismo, base dello sviluppo economico della zona. Sono oltre tre milioni i visitatori che ogni anno vengono ad ammirare Mont Sain-Michel e la sua baia, moltissimi i giapponesi. In estate oltre ventimila al giorno. Per questo è prevista una navetta elettrica gratuita che parte poco distante il parcheggio e raggiunge l’abbazia.

La marea
La posizione e la forma a cuneo della baia fanno sì che qui si abbiano maree di ampiezza eccezionale, anche 14 m di dislivello tra bassa e alta marea. L’ampiezza varia parecchio: le maree sono più alte agli equinozi e quando si ha luna piena o luna nuova. I valori massimi si registrano quando coincidono i diversi fattori.
A Mont Saint-Michel si verificano sovente maree di circa 12 m e il passaggio dalla bassa all’alta marea avviene in 6 ore, ma con un andamento non costante: 1 m nella prima ora, 2 nella seconda, 3 nella terza e nella quarta, poi nuovamente 2 m nella quinta e 1 m nella sesta. E nel momento in cui l’acqua sale più rapidamente, avanza con grande rapidità: qui si dice che corre come un cavallo al galoppo. In realtà la velocità massima raggiunta è di 6 km/h, ma è difficile camminare nel terreno paludoso e molti sono rimasti intrappolati annegando.

Curiosità
La baia appartiene al “Club delle più belle baie del mondo” che comprende 29 baie in 23 Paesi. Tra queste la famosa “Baia di Ha Long” in Viet Nam, le Bocche di Cattaro (Kotor) in Montenegro, ben quattro baie in Francia (tra cui Mont Saint-Michel), ma nessuna in Italia.

Fare Geo
● Osserva la posizione della rocca di Mont Sain-Michel su google maps a

Mont Saint-Michel su Coogle Maps, vista da satellite

diversi ingrandimenti e confronta la vista da satellite (qui a lato puoi vedere un esempio) con la mappa. Individua sulla mappa la zona attualmente non sommersa: la rocca risulta un’isola o un promontorio?

● Visualizza con un grafico l’alzarsi della marea e il successivo ritiro che segue un andamento identico, ma contrario.
● L’abbazia sorge alla foce del fiume Couesnon che in passato segnava il confine tra due regioni francesi. Puoi individuarle su Google Earth visualizzando “confini” ed “etichette”. A quale delle due appartiene Mont Saint-Michel?
● Cerca notizie sulle “Bocche di Cattaro”, la profonda baia che si affaccia sull’Adriatico. Si tratta di un fiordo (valle glaciale invasa dalle acque) o di un vallone (valle fluviale)?

 

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