Dove vanno le nuvole?

Dove vanno le nuvole?

Estate, voglia di aria aperta e spazi sconfinati. Chi non si è sorpreso, naso all’insù, a osservare come ipnotizzato il movimento delle nuvole in cielo? Questi accumuli di vapore acqueo condensato, goccioline d’acqua e cristalli di ghiaccio sono in perenne movimento. Ma dove vanno? Se seguiamo il loro percorso, possiamo capire qualcosa di interessante sui meccanismi climatici globali e sui rischi che oggi ne minacciano l’equilibrio.

Nuvole e clima

Le nuvole sono un importante elemento del clima: riflettono la luce solare verso lo spazio esterno (il cosiddetto “effetto albedo”) e quindi riducono la quantità di calore assorbito dalla superficie terrestre. Allo stesso tempo, però, agiscono anche come una “coperta” che intrappola il calore emesso dalla superficie della Terra. Svolgono quindi una complessa funzione equilibratrice tra caldo e freddo, un aspetto fondamentale per la vita degli esseri viventi.

Oggi, però, la struttura e il movimento delle nuvole si stanno trasformando in relazione all’innalzamento della temperatura globale, che caratterizza la situazione attuale del nostro Pianeta.

I movimenti nell’atmosfera

Vediamo come funziona il meccanismo che regola il movimento dell’aria nell’atmosfera.

L’atmosfera che circonda la Terra è in continuo movimento per cercare di riequilibrare le differenze di temperatura tra l’Equatore e i Poli. L’aria forma delle fasce circolari (chiamate “celle”) a latitudini differenti. Queste celle sono tre per ogni emisfero e sono distribuite simmetricamente sulla superficie del globo. La prima (cella di Hadley) va dall’Equatore fino a 30° (Nord e Sud), la seconda (cella di Ferrel) da 30° a 60° e l’ultima (cella Polare) da 60° ai Poli.

All’Equatore l’aria calda sale (bassa pressione e piogge) e si sposta verso i Tropici dove ridiscende al suolo (alta pressione e aridità) e torna all’Equatore. Nella cella successiva la circolazione avviene in senso opposto e lo stesso avviene nella terza che arriva al Polo.

Questo meccanismo naturale sta subendo una trasformazione. Il riscaldamento globale infatti sta modificando la struttura dell’atmosfera: la cella di Hadley ha iniziato ad allargarsi a scapito delle celle adiacenti (un fenomeno noto nella comunità scientifica come “espansione tropicale”) e le nuvole si spostano verso latitudini maggiori. Contemporaneamente, il limite superiore in cui si formano le nubi si sta innalzando sempre di più. In altre parole, le masse d’aria e le nuvole si spostano in maniera diversa rispetto a prima, occupando zone che prima non raggiungevano.

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Le fasce dell’atmosfera e i movimenti delle masse d’aria calda (in rosso) e fredda (in azzurro). Fonte: encounteredu.com

Il viaggio delle nuvole

Le nubi stanno quindi migrando verso i Poli lasciando ai Tropici zone sempre più vaste di cielo sereno che ampliano l’arida fascia dei deserti. L’ha sostenuto per la prima volta nel 2016 una ricerca pubblicata su Nature e coordinata dall’Università della California a San Diego.

Oggi, le più moderne rilevazioni satellitari e gli ultimi rapporti dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) hanno ampiamente confermato questa tendenza, indicando che il fenomeno sta accelerando. Questo evento – già ipotizzato teoricamente dagli scienziati e poi confermato empiricamente – è in diretta relazione con il riscaldamento globale in atto.

Lo spostamento delle perturbazioni atmosferiche verso latitudini più alte, dove l’irraggiamento solare è minore, incrementa il riscaldamento nelle aree lasciate scoperte. Nelle aree coperte, invece, le nubi di bassa quota tendono a riflettere di meno la luce solare e quelle di alta quota intrappolano la radiazione infrarossa emessa dal suolo accentuando l’effetto serra. Questo circolo vizioso è chiamato “feedback positivo delle nuvole“: significa che le variazioni della nuvolosità causate dal riscaldamento finiscono, a loro volta, per amplificare il riscaldamento stesso.

In tutti i casi si ha un innalzamento delle temperature. In questo modo le nuvole contribuiscono al riscaldamento globale.

distribuzione delle nuvole sulla superficie terrestre
Ricostruzione grafica della distribuzione delle nuvole sulla superficie terrestre. (Fonte: NASA Images)

Piogge violente

Le analisi degli scienziati hanno anche rilevato che le nubi manifestano una modifica strutturale. Sono infatti diventate più spesse e la loro sommità raggiunge notevoli altezze portando a precipitazioni più violente (in particolare i cumulonembi, le enormi nubi temporalesche a sviluppo verticale).

Questo avviene perché, per ogni grado in più di temperatura, l’atmosfera può contenere circa il 7% di vapore acqueo in più: si genera così un accumulo di umidità che favorisce la formazione di tempeste.

Lo possiamo sperimentare anche noi. Assistiamo infatti a un’estremizzazione degli eventi meteorologici. Da qualche tempo le nostre primavere e le nostre estati sono cambiate: le temperature sono instabili e le piogge sono sempre meno frequenti ma di maggiore intensità.

Le piacevoli vacanze offerte dalle nostre spiagge ai turisti, con una lunga serie di giornate piene di sole e senza una goccia di pioggia, sono cambiate. Il bacino del Mediterraneo, in particolare, è considerato a livello globale una delle aree che si riscaldano più velocemente e subiscono danni maggiori rispetto alla media mondiale. I temporali arrivano all’improvviso, brevi ed estremamente violenti, lasciando un mare mosso e invaso da resti di alghe. Uno degli effetti indesiderati della crisi climatica che ha preso a impattare direttamente sulla nostra quotidianità.

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L’aumento della temperatura globale innesca un accumulo di vapore acqueo e di energia nell’atmosfera. Questa energia alimenta tempeste intense, soprattutto sulla terraferma, con il conseguente aumento degli eventi meteorologici estremi. (Fonte: John Fowler on Unsplash via NASA Images)

Fare Geo

  • I satelliti meteo monitorano in continuazione la Terra fornendoci una mappa dettagliata delle perturbazioni e della loro evoluzione, in Europa il monitoraggio è svolto dall’EUMETSAT, cui è collegato il sito italiano MeteoAm (il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare italiana) dove sono disponibili numerose informazioni.
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