Geosport #05 - In volo per sfidare la forza di gravità

Geosport #05 - In volo per sfidare la forza di gravità

Un tuffo può dare il via non solo a straordinarie imprese nei mari… ma anche nell’aria! Staccandosi dal suolo, infatti, l’essere umano può sfidare forze che non può controllare, come i venti e la forza di gravità. Le evoluzioni con il parapendio o il paracadute sono alcune delle discipline sportive che gli esseri umani compiono nella parte più bassa dell’atmosfera terrestre, lanciandosi dall’alto e atterrando centinaia o migliaia di metri più in basso. Queste discipline richiedono un’attenzione elevatissima – dalla preparazione dei materiali alla fase di decollo fino all’atterraggio – e richiedono una conoscenza approfondita del territorio e delle condizioni ambientali e meteorologiche in cui si svolgono.

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Volare nell’atmosfera: un sogno antico come l’umanità

Il nostro pianeta è avvolto da un involucro gassoso di oltre 900 km, chiamato atmosfera, composto da una miscela di gas tra i quali anche l’ossigeno, imprescindibile per la vita sulla Terra.

L’atmosfera viene generalmente suddivisa dagli scienziati in cinque strati: il più vicino alla superficie terrestre è la troposfera, che si estende da 0 a circa 12 km dal suolo. In questa fascia avvengono i fenomeni meteorologici, compresi i venti, che sono un fattore decisivo per gli sport che si svolgono nell’aria.

Infatti, è proprio nella troposfera che gli esseri umani hanno da sempre tentato di realizzare un ambizioso sogno, quello di volare, pur non essendo dotati della struttura fisica per farlo.

Dal tentativo fallito di Icaro, raccontato nella mitologia greca, sono stati compiuti enormi passi in avanti, in particolare nel XX secolo, quando l’uomo ha trovato il modo di volare (senza l’ausilio di motori) tramite attrezzature come il paracadute, il parapendio e persino tute (alari) che simulano il volo degli uccelli.

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Il volo libero con il parapendio

Oggi il modo più sicuro per praticare il volo libero, senza l’ausilio di motori, è il parapendio. In molti pensano si tratti di uno sport estremamente pericoloso, ma se praticato accompagnati da professionisti, con le adeguate precauzioni e conoscenze, e ovviamente con tutta l’attrezzatura necessaria, diventa un’attività sicura.

Un’attività che trasmette un incredibile senso di libertà, come racconta l’atleta professionista italiano Aaron Durogati, e che regala un vortice di forti emozioni, secondo quanto riferisce Nicole Fedele, una affermata pilota di parapendio.

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Le componenti fondamentali dell’attrezzatura per fare parapendio sono l’ala (chiamata anche vela) a cui è collegata la selletta, in cui siede il pilota assicurato con un’apposita imbragatura. Il volo viene controllato tramite due comandi, chiamati freni, che permettono di agire sulla direzione e la velocità del volo. All’altezza dei piedi è posizionato un dispositivo, l’acceleratore (o speed), che agendo con i piedi garantisce la gestione di accelerazione e velocità.

Come è normale, i rischi aumentano per gli atleti professionisti, che nelle competizioni non possono accontentarsi di ammirare il panorama dell’alto, ma devono puntare anche alla performance in termini di precisione, velocità, distanza percorsa e persino acrobazie, per chi ha l’ardore di cimentarsi nel parapendio acrobatico o di volare ad altezze inimmaginabili, oltre gli 8000 metri, come ha fatto il francese Antoine Girard sulle cime del Karakorum.

Un lancio nel vuoto: il paracadutismo

A differenza del parapendio, il paracadutismo prevede in genere un lancio da un elicottero da un aeroplano o da un aliante, a cui segue una serie di fasi:

  • la caduta libera ad alta velocità;
  • l’apertura del paracadute a una distanza di sicurezza dal terreno;
  • l’atterraggio in un’area sicura.

Anche in questo caso, come avviene per il lancio con il parapendio, è necessaria una grande attenzione alle condizioni meteorologiche: il vento deve avere una direzione costante e non essere forte, la temperatura non deve essere troppo bassa (per evitare il rischio di congelamento), vanno evitate aree con nebbie e nuvole basse (che impediscono un’ampia visibilità). Tutte queste osservazioni vanno effettuate continuativamente almeno 24 ore prima del lancio per agire in totale sicurezza.

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Lo studio delle caratteristiche morfologiche e meteorologiche del territorio in cui si effettuano i lanci con il paracadute è di fondamentale importanza per un’esperienza completa, eseguita in piena sicurezza.

Il paracadutismo sportivo comprende diverse discipline, ciascuna con diversi gradi di difficoltà e specifici allenamenti. Ne sono un esempio le formazioni in caduta libera, nella quale i partecipanti formano “figure” prima di aprire il paracadute oppure lo speed skydiving, nella quale si punta a raggiungere la massima velocità possibile. Pensa che nell’ottobre del 2021 è stata fatta segnare la velocità record di oltre 500 km/h!

Fare Geo

  • Cerca in YouTube video a 360 girati in parapendio. Per individuarli con facilità, inserisci nella tua ricerca le diciture “VR” e “360”. Mentre effettui il tuo volo virtuale, guardati attorno in tutte le direzioni, facendo particolare attenzione alla morfologia del territorio che vedi sotto ai tuoi piedi. Raccogli le tue osservazioni e impressioni in un file audio, che potrai concludere rispondendo a questa domanda: quali utili informazioni sul territorio potrebbe ottenere un avventuroso geografo pronto a lanciarsi con il parapendio?
  • A tuo parere, quali caratteristiche deve avere un’attività sportiva per poter essere definita realmente “estrema”, senza forzature? Ti sembra un criterio che può essere applicato in modo oggettivo? Dopo aver riflettuto su questi interrogativi, indica i luoghi del pianeta Terra (considerando terra, acqua e aria) che meglio si prestano alla pratica di sport estremi.

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