Innovazioni: come cambiano le nostre vite?

Innovazioni: come cambiano le nostre vite?

L’economista Marco Magnani ci propone un viaggio tra le innovazioni tecnologiche che hanno vasti riflessi sull’economia globale, sul mondo del lavoro e sulla nostra vita in genere, alla ricerca di una crescita sostenibile: come migliorare la vita dell’uomo, nonostante i robot, e grazie a loro? Il suo nuovo saggio Fatti non foste a viver come robot è una riflessione sul rapporto tra innovazioni tecnologiche e sostenibilità, tema chiave dell’attualità e di alcune novità librarie per la scuola di De Agostini, come il corso di Geografia Economica Sfide globali. Per saperne di più sui possibili sviluppi delle innovazioni tecnologiche e sul loro impatto sulla società e sul mondo della scuola, intervistiamo l’autore Marco Magnani.



1. Nel suo libro offre una chiave di lettura di grande interesse per comprendere il cambiamento epocale in atto in un mondo globalizzato e iperconnesso. Quali sono le innovazioni tecnologiche che potrebbero imprimere le tracce più visibili sulla nostra vita?


Quello che stiamo vivendo è il periodo a più alto tasso d’innovazione di tutti i tempi. Moltissime sono le innovazioni potenzialmente rivoluzionarie per economia e lavoro, scuola e formazione, società, politica ed etica.

Nel libro ne approfondisco 12 che considero dirompenti, analizzando le conseguenze della loro diffusione. Si tratta di robotica avanzata (compresi i droni), auto senza pilota, stampa 3D e manifattura additiva, Internet delle Cose, big data, calcolo quantistico, archiviazione cloud e nuvola informatica, intelligenza artificiale (con machine e deep learning), realtà aumentata e virtuale, blockchain, nanotecnologie e nanomateriali, e biotecnologie. Ma non va trascurato il potenziale dei progressi in stoccaggio di energia, ingegneria del genoma, micro e nano sensori, neurobionica, space economy e infrastruttura 5G.

Peraltro, lo stretto collegamento tra diverse di queste innovazioni, da una parte ne accelera ulteriormente sviluppo e diffusione e dall’altra consente nuove e inaspettate applicazioni. Emblematico il caso dell’intelligenza artificiale, che amplia e accelera – tra l’altro – lo sviluppo di robotica, nanotecnologia, scienze dei materiali, editing del genoma umano.



2. Nel suo nuovo libro, traccia scenari molto interessanti del mondo che verrà. La sua narrazione molto partecipe ci schiude la possibilità di un futuro brillante, per molti aspetti più rispettoso dell’ambiente e più inclusivo. Quale contributo darà l’innovazione tecnologica al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030?


Innanzitutto è importante ricordare che crescita economica e innovazioni non sono nemiche della sostenibilità, ma possono essere i migliori strumenti per perseguirla. In particolare, la tecnologia può essere fondamentale per superare molti dei vincoli di sostenibilità ambientale, energetica, alimentare.

Gli esempi non mancano. Migliorano le tecniche per riciclare la plastica e realizzare materiali di imballaggio biodegradabili. Cresce il numero di robot spazzini per ripulire i mari, compreso il recente progetto Blue Resolution del Sant’Anna di Pisa per eliminare la microplastica invisibile. Lo sviluppo delle batterie favorisce la diffusione di veicoli elettrici non inquinanti. Aumentano le invenzioni straordinarie come LifeStraw, una cannuccia filtro portatile da 3 dollari che rende l’acqua potabile e aiuta a contrastare la scarsità di acqua, evitare la diffusione di malattie nei Paesi poveri e l’utilizzo di bottiglie di plastica in quelli ricchi. Grazie a elevata capacità di calcolo e IA, il “rabdomante digitale” di Eni abbatte del 30% i tempi morti di esplorazione ed estrazione, riducendo errori di trivellazione e fughe d’idrocarburi e, di conseguenza, anche costi e impatto ambientale.

L’innovazione tecnologica è fondamentale anche per scoprire e migliorare utilizzo e diffusione di nuove fonti energetiche. Si pensi ai progressi fatti in energia nucleare e solare, ai miglioramenti di resa nella produzione di energia eolica, idrica e geotermica, alle sperimentazioni su sfruttamento del moto ondoso. In via di sviluppo sono anche diversi processi waste to energy, per la produzione di energia da rifiuti, organici e non. La tecnologia aiuterà la diffusione di energie rinnovabili, per loro natura intermittenti e non programmabili, assicurando continuità nella fornitura, soprattutto grazie allo sviluppo di batterie e smart grid.



3. Le nostre nuove proposte didattiche di geografia e tecnologia considerano lo sviluppo e le innovazioni come risposte ai bisogni dell’umanità e la sostenibilità come chiave di lettura per comprendere e trasformare il mondo in cui viviamo. Nel suo testo segnala come le innovazioni tecnologiche hanno il potenziale per superare anche i vincoli di sostenibilità alimentare, forse risolvendo uno dei più gravi problemi dell’umanità: la fame nel mondo. In che modo?


La tecnologia può avere un ruolo determinante. Per agricoltura e zootecnia la sfida è soprattutto aumentare la produttività per pianta, per capo e per unità di superficie, selezionando piante e animali più produttivi. Anche senza ulteriori innovazioni, ma solo estendendo l’utilizzo di attuali tecniche, produzione agricola e zootecnica possono aumentare significativamente.

Oltre che dalla meccanizzazione, i vantaggi possono derivare dalla diffusione di tecniche per ostacolare la desertificazione, combattere l’erosione, proteggere i suoli vulnerabili, salvaguardare la fertilità del terreno, prevenire e curare malattie e parassiti di piante e bestiame. A ciò va aggiunto l’impatto positivo della diffusione dell’agricoltura di precisione, la creazione di digital twin, e lo sviluppo in laboratorio di proteine alternative, quali carne vegetale e clean meat.

Grandi opportunità vengono dalle tecniche di miglioramento genetico di vegetali e animali. Che può avvenire con metodi tradizionali – ibridazione, rincrocio, selezione, mutagenesi – oppure con ingegneria genetica. Quello degli organismi geneticamente modificati o transgenici – gli Ogm – è un settore con grande potenziale ma che suscita molti timori, soprattutto di sicurezza alimentare. D’altra parte la storia dell’agricoltura è caratterizzata da continui interventi dell’uomo sulla natura e l’agricoltura stessa non è una scoperta bensì un’invenzione dell’uomo.



4. Il titolo del libro – Fatti non foste a vivere come robot – sottintende una chiave di lettura fondamentale per vivere in modo consapevole il nostro tempo e sviluppare un rapporto corretto con le innovazioni tecnologiche. A questo proposito, dal suo punto di vista, quali sono le maggiori sfide, in particolare per la scuola, chiamata a preparare le nuove generazioni a un mondo del lavoro in continua evoluzione?


Nell’epoca con maggiore intensità d’innovazioni della storia è essenziale fornire ai giovani strumenti e conoscenze adeguate. Nel mondo del lavoro, oltre alle competenze tipiche dell’era industriale, occorre sviluppare abilità intellettuali e personali che consentano alle persone di affiancare le macchine. Ciò coinvolge diversi ambiti: istruzione tecnico-scientifica, formazione classica, sviluppo di soft skills e flessibilità.

Innanzitutto è necessario porre maggiore enfasi sull’insegnamento delle materie tecniche e scientifiche, le cosiddette STEM (Science, Techology, Engineering, Mathematics). Tuttavia è anche importante una buona formazione classica e umanistica: per consentire all’uomo di usare la tecnologia senza esserne sopraffatto e di affrontare le complesse questioni etiche poste dallo sviluppo tecnologico. Con la A di Arts STEM diventa STEAM.

Il terzo elemento cruciale è valorizzare e potenziare le caratteristiche umane che computer, software e algoritmi non possono rimpiazzare: pensiero critico e creativo, capacità di risolvere problemi e prendere decisioni, empatia e altre dimensioni dell’intelligenza emotiva, attitudini relazionali, sociali e comunicative. In questa prospettiva il sistema scolastico deve ripensare sia i metodi d’insegnamento sia i criteri di valutazione.

Infine, è vitale sviluppare le competenze necessarie ad affrontare il cambiamento. Flessibilità, adattabilità, versatilità sono decisive per affrontare un mondo del lavoro in continua trasformazione. La scuola deve insegnare a imparare. Ne potremo riparlare nel webinar gratuito “Sostenibilità: freno alla crescita o opportunità?” che terrò come relatore per DeA Formazione il prossimo 22 aprile.


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Partecipa al webinar di De Agostini Scuola per la scuola secondaria di secondo grado “Sostenibilità: freno alla crescita o opportunità?


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Crescita, lavoro, sostenibilità:
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Utet, 2020



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