La Croazia è entrata nella UE: che cosa è cambiato?

La Croazia è entrata nella UE: che cosa è cambiato?

Il primo luglio 2013 la Croazia è entrata a far parte dell’Unione Europea che così comprende ben 28 Stati (ANSA, Il Corriere). L’ufficializzazione dell’ingresso è un elemento positivo per il Paese, secondo della ex Iugoslavia a far parte dell’Unione dopo la Slovenia. Un ulteriore passo verso l’integrazione dei Balcani che, dopo il difficile periodo di fine secolo, stanno pacificandosi accettando la convivenza di Stati diversi abitati da una popolazione multietnica di fedi differenti.
La notizia ha rallegrato i moltissimi italiani che scelgono le coste dalmate per le vacanze estive: l’eliminazione delle barriere doganali facilita le comunicazioni.

Ma le dogane sono rimaste attive e nell’Istria, ai varchi tra Slovenia e Croazia, quest’anno le code hanno raggiunto i 12 km (Il Piccolo).  Croazia_doganaE molti non hanno potuto superare il confine perché privi dei documenti necessari per l’espatrio, ritenuti ormai inutili, mentre ancora necessari.
Per eliminare le dogane è necessario che la Croazia entri a far parte dello “Spazio Schengen” (di cui fanno parte anche Paesi non UE come Svizzera e Norvegia), dotandosi delle infrastrutture necessarie. Per ora, come accade anche per Romania, Bulgaria e Cipro, l’adeguamento non è completato e nel Paese in Trattato di Schengen non è ancora in vigore.
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La Croazia oggi
Con il primo luglio non si sono certo risolti i problemi della Croazia, un Paese che dal Duemila cerca di risollevarsi dalle conseguenze dei gravi conflitti del secolo scorso, ma la cui crescita è resa sempre più difficile dalla recessione globale.
L’ingresso nella UE ha portato a una democratizzazione del paese, ma la situazione economica rimane grave. In questi ultimi tempi il debito estero è salito, l’inflazione è arrivata al 3,3% (la media europea è dell’1,4%) e la bilancia commerciale è in forte deficit.
La disoccupazione ha raggiunto la punta del 20,9% (Italia 12,1% e nella UE soltanto in Grecia e Spagna è più elevata –Il Sole24Ore), ma, grazie all’aumento del turismo, si è verificato un cambio di rotta e in luglio è iniziata a calare passando al 18,5% (ANSA).
Anche i problemi sociali ed etnici non sono ancora completamente appianati, soprattutto le relazioni con gli altri Stati dei Balcani, ma le tensioni in questa regione stanno diminuendo (vedi intervista alla scrittrice croata Tijana Djerkovic, che vive in Italia  (ANSA).

UE_2013Tutti i numeri dell’ingresso
La Croazia, rispetto all’Unione Europea, è un piccolo Paese, osserviamo quali sono i cambiamenti avvenuti nella UE con il recente inserimento e confrontiamo la Croazia con l’Italia.
Croazia_IT_UELa superficie della UE è passata da 4.320.045,6 km² a 4.376.639,6 km²: l’Italia ne costituisce il 6,9%, mentre la Croazia è soltanto l’1,3%. E’ salita meno la popolazione (la Croazia è poco popolata, soltanto 75,8 ab/km² rispetto ai 197,8 ab/km² dell’Italia), Croazia_IT_PIL_che da 500.027.675 è arrivata a 504.318.287 abitanti, di cui l’11,8% sono italiani e lo 0,9% croati.
Diverso è anche il loro apporto al PIL europeo: il 12,2% quello del nostro Paese, 0,4% quello della Croazia e, secondo quanto risulta dall’Indice di Sviluppo Umano, si vive meglio in Italia (0,874) che non in Croazia (0,796).

Fare Geo
● Dopo aver osservato i dati presentati, prepara un breve identikit della Croazia: altre notizie le trovi sul sito dell’Unione Europea, alla pagina sul nuovo Paese membro, sul sito dell’Ente Nazionale del Turismo Croato e su quello di DeA-WING.
Visualizza alcuni dei dati relativi a Italia e Croazia con un grafico, corredandolo di una didascalia esplicativa.
● Individua sul sito dell’Unesco il patrimoni dell’umanità presenti in Croazia, scegline uno e prepara una breve relazione.

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