La geografia dei Mondiali di calcio in Qatar

La geografia dei Mondiali di calcio in Qatar

La ventiduesima edizione del Campionato mondiale di calcio si svolgerà in Qatar dal 20 novembre al 18 dicembre del 2022. Le 32 squadre nazionali, selezionate dalle rispettive confederazioni calcistiche dopo i gironi eliminatori, gareggeranno per il titolo in rappresentanza di tutte le aree geografiche del pianeta. Per gli appassionati di questa disciplina sportiva la manifestazione è l’appuntamento più importante del calendario sportivo, ma tra nazione ospitante e nazioni partecipanti può diventare anche l’occasione per ripassare un po’ di geografia

Il Mondiale del Qatar

Una prima novità assoluta di questa edizione della Coppa del mondo è la scelta della nazione ospitante, il Qatar. Non è la prima volta che la competizione si svolge in Asia (nel 2002 si tennero in Giappone e Corea del Sud), ma sarà la prima volta che le gare si disputeranno in quello che viene definito Vicino Oriente, e nella Penisola arabica in particolare.

Il Qatar confina con un unico Paese, l’Arabia Sudita, ed è una pensiola che si protende nel Golfo Persico, che lo separa dal Bahrein via mare a nord-ovest, dall’Iran a nord e dagli Emirati Arabi Uniti a sud-est.

La sua superficie, sostanzialmente pianeggiante, è utilizzata solo in minima parte per l’agricoltura, essendo in gran parte rocciosa, brulla e desertica. Le falde acquifere sono scarse e inutilizzabili per l’alto contenuto di elementi minerali; per questo il Qatar ha realizzato nel tempo grandi impianti per la desalinizzazione dell’acqua marina, l’unico modo che ha di approvvigionarsi di risorse idriche.

Un contesto poco accattivante, anche per ospitare le partite di un Mondiale di calcio, ma che ha saputo trovare altri punti di forza al di là delle risorse paesaggistiche.

Penisola-arabica-Qatar

Un’enorme ricchezza sotto i piedi

Una parte di mondo che non ha nessuna tradizione particolare in campo calcistico, ma che può vantare una grande ricchezza, accumulata in virtù delle risorse naturali del sottosuolo.

L’economia del Qatar è basata sugli idrocarburi (gas naturale e petrolio), che contribuiscono al 55% delle entrate statali, al 90% delle esportazioni e al 45% del PIL.

In Qatar, in particolare, è il gas naturale a farla da padrone. Il Paese ne è il terzo produttore mondiale (dopo USA, Russia e Iran) ed è inoltre il primo esportatore di gas naturale liquefatto (GNL). Per farsi un’idea delle dimensioni delle sue risorse, basta considerare che uno dei suoi giacimenti (il North Dome Gas Field) è considerato il terzo più grande al mondo (dopo quelli di Russia e Iran) per riserve di gas naturale accertate (oltre il 10% circa delle riserve globali).

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L’immenso giacimento di gas naturale North-Field al largo delle coste del Qatar, condiviso con l’Iran, che però non ha attuato nessuna iniziativa di sfruttamento intensivo

Calcio e petrodollari

Un vero tesoro sotto i piedi, soprattutto in un momento storico come quello attuale in cui l’approvvigionamento di gas nei Paesi europei è diventato critico. La ricchezza energetica ha fatto del Qatar e della Penisola arabica una delle regioni più delicate per gli equilibri geopolitici globali. Qui si trova infatti circa il 60% delle riserve mondiali di gas e petrolio (le fonti che coprono ancora oltre la metà della domanda globale di energia), e i costi della loro estrazione sono fra i più bassi al mondo.

Non è un caso che le classifiche dell’ONU posizionino il Qatar al secondo posto, dopo il Liechtenstein, per reddito pro capite con 92.000 dollari nel 2019, contro i 42.000 dollari dell’Italia.

Di fronte a questo quadro, parte dell’opinione pubblica mondiale sostiene che questa enorme ricchezza ha permesso al Qatar di sbaragliare l’agguerrita concorrenza di Stati Uniti, Australia e Giappone nell’assegnazione dell’organizzazione manifestazione. E i maligni fanno riferimento anche al fatto che il fondo sovrano del Paese è proprietario del PSG, la squadra più rappresentativa della Francia e tra le più quotate al mondo.

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I maggiori produttori di gas naturale a livello globale (i dati sono espressi in percentuale)

La Coppa d’autunno

Quella del 2022 sarà una competizione con un’altra interessante novità. Innanzitutto, per la prima volta nella storia dei Mondiali di calcio non verrà disputata in estate. Solitamente le fasi finali del torneo si tenevano durante i mesi di giugno e luglio, mentre questa volta ci godremo le partite durante l’autunno boreale.

Sembrerebbe una scelta un po’ bizzarra per una manifestazione di così lunga tradizione, ma la giustificazione risiede nel fatto che lo svolgimento delle gare nei mesi più caldi sarebbe complicato da temperature torride, ben sopra i 40 °C. Impossibile giocare con un clima del genere, anche per chi è abituato a vivere nei Paesi caldi.

Il clima del Qatar è di tipo desertico, con estati afose che raggiungono picchi di 45 °C durante il giorno e registrano alte temperature anche di notte: infatti i già consistenti 30 °C effettivi, a causa dell’elevato tasso di umidità, vengono percepiti in realtà come 40 °C. Più miti invece sono l’autunno e soprattutto l’inverno, durante il quale le temperature medie si attestano sui 24 °C. La scelta della FIFA, la federazione calcistica internazionale che organizza i Mondiali, di giocare in Qatar in novembre e dicembre ha una sua reale giustificazione.

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L’andamento annuale delle temperature (scala sul lato sinistro) e delle precipitazioni (scala sul lato destro) in Qatar.

Nazioni e confederazioni

I Mondiali del Qatar vedranno affrontarsi 32 squadre nazionali che sono state selezionate in gironi regionali corrispondenti alle confederazioni regionali facenti capo alla FIFA:

  • AFC – Confederazione calcistica asiatica in Asia e Australia
  • CAF – Confederazione del calcio africano in Africa
  • CONCACAF – Confederazione del calcio associativo del Nord, Centro America e Caraibi in Nord America e America Centrale
  • CONMEBOL – Confederazione Sudamericana di Calcio in Sud America
  • OFC – Confederazione calcistica dell’Oceania in Oceania
  • UEFA – Unione delle associazioni calcistiche europee in Europa
Confederazioni-FIFA-mondiali

La divisione geografica delle confederazioni ricalca la divisione continentale. È però interessante notare come esistano delle anomalie che singificativamente riflettono alcuni aspetti extracalcistici. L’esempio più macroscopico sta nella collocazione dell’Australia nella confederazione asiatica e non in quella oceanica, dovuta al peso economico del Paese, che in questo modo ha più occasioni di qualificarsi alle manifestazioni internazionali.

Sotto altri aspetti, è altrettanto indicativa l’appartenenza di Israele all’UEFA, la confederazione europea. Il motivo risiede nelle tensioni che agitano il Medio Oriente e il conflitto culturale e politico che oppone lo Stato israeliano ai suoi vicini arabi. Ma è diventato anche un motivo di integrazione del Paese in un contesto occidentale.

Le 32 nazioni partecipanti

Il torneo mondiale vedrà sfidarsi le nazionali qualificate secondo regole ormai assodate, seguendo un percorso a eliminazione fino alla finale del 18 dicembre che assegnerà il trofeo. Se è vero che nello spirito della manifestazione le squadre rappresentano ogni angolo del mondo, la loro distribuzione geografica è sbilanciata.

Basta osservare un planisfero con le nazioni qualificate per accorgersi che i continenti più rappresentati sono quelli del mondo occidentale, Europa e Nord America, mentre continenti come l’Asia e l’Africa sono, in proporzione, decisamente poco presenti.

Paesi-qualificati-Mondiali-2022

Per scoprire i Paesi che gareggeranno ai Mondiali in Qatar, puoi navigare in questa mappa interattiva realizzata con Google MyMaps.

Google-MyMaps-Mondiali-calcio-Qatar
Clicca sulla mappa per navigare nella mappa interattiva

Il calcio cambia la geografia urbana

Manifestazioni internazionali come quella dei Mondiali di calcio o le Olimpiadi comportano uno sforzo notevole economico e progettuale per il Paese ospitante soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture.

Per un evento della durata di un mese intere parti delle principali città vengono trasformate e adattate a nuove esigenze. Si tratta per certi versi di un’occasione unica per realizzare nuove strutture e nuovi collegamenti che, una volta terminato il torneo, rimarranno in dote al tessuto urbano.

Oltre agli stadi, nascono per esempio nuove vie di comunicazione e si ripensano interi quartieri per accogliere i tifosi che visiteranno il Paese. Una nuova geografia urbana con spazi e servizi nuovi.

Questo non sempre è un processo indolore. Proprio in occasione dei Mondiali in Qatar si sono sollevate voci di protesta per i sistemi di sicurezza nei cantieri dei nuovi stadi e in generale per il trattamento riservato agli operai, spesso immigrati e trattati come “schiavi” al servizio degli imponenti impianti ultramoderni che ospiteranno le gare.

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Gli stadi dove si disputeranno le gare in Qatar

Fare Geo

  • Dividete la classe in 6 gruppi corrispondenti ai continenti (Europa, America del Nord, America del Sud, Asia, Africa, Oceania). Consultando la carta interattiva segnalata nell’articolo e ricercando informazioni sul web, ogni gruppo registra il numero di squadre partecipanti per ciascun continente. Poi in un grafico mette a confronto il numero complessivo di abitanti del continente (per esempio Asia: circa 4,561 miliardi) con il numero dei Paesi partecipanti appartenenti allo stesso continente e la somma dei loro abitanti. Analizzate collettivamente il grafico ottenuto e fate le vostre considerazioni.
  • L’organizzazione dei Mondiali di calcio in Qatar ha sollevato alcune perplessità sul rispetto dei diritti umani nel Paese ospitante. Fate una ricerca su questo delicato tema e provate a discutere sul rapporto tra interessi economici e diritti dei cittadini.

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