
Il 6 novembre 2025 è stata pubblicata su Internet la prima versione del Global Building Atlas, l’Atlante mondiale interattivo degli edifici, che rappresenta con incredibile dettaglio tutte le costruzioni erette in ogni angolo della Terra. Uno strumento prezioso, nato dall’iniziativa di alcuni ricercatori, offre una eccellente base dati per simulazioni ambientali, ottimizzazione energetica e gestione delle infrastrutture urbane su scala planetaria.
Grazie al Global Building Atlas, chiunque può visualizzare gli edifici della località in cui vive, e sullo schermo si possono valutare istantaneamente volumi e altezze delle costruzioni, grazie alla restituzione tridimensionale e alla gradazione cromatica, che rappresenta i più alti palazzi con un blu intenso. Il sistema compie una stima dei dati degli edifici, ottenuta mediante sofisticate analisi automatiche di immagini satellitari e senza attingere a dati catastali o ad altre fonti statali (che peraltro non sarebbero omogenee per tutto il mondo).

La Pianura padana nella rappresentazione del Global Building Atlas mostra la fitta trama dei centri abitati che ha il suo punto di massima intensità in Lombardia. 
L’Estremo Oriente è l’area della Terra con il maggiore sviluppo urbano. Rispetto ad altre aree a forte densità di popolazione, presenta una bassa percentuale di abitazioni provvisorie, che tendono a sfuggire nella rappresentazione dell’Atlante.
La rappresentazione ottenuta non va confusa con quella generata da altri portali più celebri come Google Earth. Questi ultimi mostrano il dettaglio tridimensionale di centri urbani di molte aree del mondo grazie al lavoro compiuto con software grafici, e con artefatti di modellazione solida 3D, ma non hanno la completezza dell’Atlante degli edifici. Le finalità del Global Building Atlas sono altre, statistiche e di condivisione pubblica di dati materiali utili in molti campi.
Le finalità del Global Building Atlas
Gli autori dell’Atlante sono un gruppo di informatici che con un lavoro volontario hanno realizzato il sogno di ogni urbanista e di ogni geografo: calcolare e rappresentare con precisione i dati del patrimonio edilizio, che naturalmente sono strettamente legati alla densità della popolazione nelle varie regioni della Terra.
Ma l’utilità del database ottenuto è molto più vasta, e riguarda soprattutto le applicazioni nel campo della resilienza urbana, nella progettazione di città sempre più smart dove, grazie alla tecnologia si può:
- risparmiare energia: infatti la conoscenza dell’altezza e della forma delle costruzioni consente di valutare l’ombreggiamento e l’irraggiamento solare, progettare edifici più efficienti e programmare l’installazione mirata di impianti fotovoltaici;
- gestire i rischi: i modelli tridimensionali sono utili per calcolare l’impatto sugli edifici delle inondazioni, per migliorare la gestione delle acque piovane, per pianificare le vie di fuga e proteggere le aree a rischio;
- progettare le infrastrutture e le reti: la forma degli edifici influisce sulla propagazione delle onde radio e la sua conoscenza consente di posizionare correttamente antenne e sensori.

In Europa, una vasta riflessione sul patrimonio edilizio
L’Unione Europea ha aperto un vasto dibattito per condurre tutti i Paesi comunitari a rendere più efficiente e più oculata la gestione del patrimonio edilizio. In diverse nazioni molti edifici vengono abbattuti e sostituiti con nuove costruzioni prima di essere sottoposti a restauri e ristrutturazioni che potrebbero estenderne la vita utile. Del resto, chi non vorrebbe una casa più moderna e confortevole, capace di resistere in modo efficace alle intemperie e ai rischi ambientali?
L’erezione di nuove costruzioni, però, pone diverse questioni economiche e ambientali: il costo di una nuova casa è molto più elevato di una ristrutturazione, inoltre la produzione e la lavorazione dei componenti materiali (dal cemento alla ceramica, dal metallo alla plastica), comportano un elevato dispendio di energia e l’emissione di gas serra. Sono pochissimi i casi in cui le nuove costruzioni possono avvalersi del recupero e del riutilizzo di materiali preesistenti, anche se non mancano casi di utilizzo sapiente delle risorse nella costruzione di case a basso impatto ambientale.
Le ristrutturazioni hanno una freccia in più al proprio arco: mantengono coeso e resiliente il tessuto sociale. In altre parole, non disperdono le comunità umane esistenti, ma le rafforzano. Ogni volta che un palazzo o un quartiere vengono interamente abbattuti, gli abitanti sono costretti a cercarsi nuove sistemazioni e si frantumano i rapporti costruiti in anni di vicinato, le relazioni tra gli abitanti che sono spesso improntate a solidarietà.

L’Italia e le ristrutturazioni
Nelle ristrutturazioni l’Italia può vantare un indiscusso record europeo. Siamo il Paese che più opera per il recupero del patrimonio edilizio, per una serie di motivi storici e congiunturali: la casa di proprietà è il maggiore reddito per moltissime famiglie italiane, e l’impegno per la conservazione nel tempo di questo patrimonio impegna gli investimenti strategici dei privati. Siamo in generale un Paese di piccoli proprietari, e si preferisce la continuità, l’insediamento in case anche piuttosto vecchie vicino ai centri storici, che sono più serviti, piuttosto che i trasferimenti in quartieri di nuova costruzione, che costringono a riconfigurare la vita personale e sociale.
Pro e contro delle politiche abitative
Lo Stato, rilasciando incentivi per le ristrutturazioni, ha rafforzato negli anni questa tendenza. Le ristrutturazioni impediscono la trasformazione troppo invasiva del nostro paesaggio urbano e conferiscono alle nostre città l’aspetto estetico tanto ammirato dai visitatori stranieri. Anche il recupero di fattorie e case di campagna altrimenti destinate all’abbandono facilita il presidio del territorio con una conservazione degli stili delle abitazioni rurali sviluppato nei secoli.
Per converso, scarseggia, rispetto al passato, la costruzione di case popolari per i meno abbienti e non è attiva una politica di calmierazione degli affitti per alcune categorie di utenti, come gli studenti universitari.
L’Unione Europea, per ridurre le disparità sociali, ha proposto un piano per le abitazioni accessibili che mira a dare risposte alle categorie svantaggiate attraverso nuovi fondi.
Fare Geo
• Compi una ricerca sul Global Building Atlas per comprendere se la tua zona di residenza viene rappresentata in modo corretto. Prova a compiere qualche confronto tra quartieri di città diverse per riconoscere le forme e gli stili urbanistici, individuando le diverse eredità storiche (strutture irregolari, strade a raggiera, strade perpendicolari ecc.).
• Fai una ricerca storica sugli interventi dello Stato italiano nella costruzione di case popolari. Misura l’impegno dell’amministrazione nelle diverse fasi storiche, cerca delle immagini significative e prepara una presentazione multimediale sull’argomento.