Le foreste di bambù spariranno entro la fine del secolo: sarà la fine dei panda?

Le foreste di bambù spariranno entro la fine del secolo: sarà la fine dei panda?

Questo l’allarme dato dagli scienziati dell’Accademia Cinese delle Scienze e della Michigan State University che hanno utilizzato diversi modelli per capire come varierà il clima nel corso del XXI secolo e quali effetti produrrà sulla vegetazione e sugli animali. Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Biological Conservation, sarà sufficiente l’aumento di temperatura di 1,6°C per dimezzare la superficie attuale delle foreste di bambù, valore che sarà quasi sicuramente superato entro alcuni decenni (ANSA,  ScienceDirectLiveScienze).
Infatti, il riscaldamento globale nel secolo scorso è stato di 1,2°C, e, secondo le stime fatti dagli esperti, nel XXI secolo sarà compreso tra 1 e 5 gradi. 640px-Bamboo_forestE’ più che probabile che entro il 2070 la superficie coperta dai bambù si riduca alla metà, per poi scomparire entro la fine del secolo, insieme ai panda giganti.
I panda, infatti, si nutrono quasi soltanto di bambù (per il 90%) e necessitano di 9-14 kg di germogli al giorno per sopravvivere, anche se, come tutti gli orsi, integrano la loro dieta con piccoli animali.
La popolazione dei panda, che con gli interventi di protezione aveva iniziato ad aumentare (oggi si ritiene che nelle foreste vivano circa 3.000 esemplari), con il ridursi delle foreste diminuirà progressivamente. A peggiorare la situazione contribuisce la frammentazione degli habitat, conseguente al calo della copertura forestale, che isola i gruppi di panda impedendo gli scambi genetici che servono a mantenere vitale la popolazione.
7954778_f520Già oggi i panda selvatici, un tempo presenti in gran parte della Cina e in alcune zone del Vietnam e del Myanmar, si trovano soltanto in piccole aree pari all’1% del loro habitat originario. Qui a lato l’area attuale di diffusione del panda gigante e quella in cui viveva nei primi tempi dopo la sua comparsa, avvenuta circa 8-9 milioni di anni fa.
Negli ultimi anni il panda, diventato simbolo del WWF, è stato protetto e si è cercato di farlo riprodurre anche in cattività. Ma perché possa sopravvivere è necessario possa stare nel suo ambiente naturale.
santuari_panda_mapAlcune zone del Sichuan abitate dai panda sono diventate nel 2006 Patrimonio dell’Unesco: sono sette i “Santuari del panda gigante” che riuniscono le più vaste aree contigue del loro habitat, situate sulle montagne Qionglai e Jiajin. Qui questi animali per ora possono vivere tranquilli, trovando cibo sufficiente al loro fabbisogno. Inoltre vengono controllati e curati.
La zona del santuario, che si estende su una superficie di 924.500 ettari ed è circondata da un’area cuscinetto di 527.100 ettari, è una delle più ricche di biodiversità tra le zone a clima temperato, circa 6.000 le specie di piante presenti, molte in pericolo di estinzione, poi moltissimi uccelli e vari mammiferi in pericolo, come il leopardo nebuloso, il leopardo delle nevi e il panda rosso.

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• Oltre al “Santuario dei panda giganti”, l’Unesco ha inserito nella sua lista di patrimoni altri santuari, territori protetti in cui vivono piante e animali a rischio di estinzione. Vai sul sito dell’Unesco, individua un santuario della natura e prepara una breve relazione indicando quali piante e quali animali in pericolo di estinzione vi vivono.

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