Nelle città italiane aumentano i rifiuti, ma l'aria migliora

Nelle città italiane aumentano i rifiuti, ma l'aria migliora

E’ uscito il rapporto dell’ISPRA sulle aree urbane nel 2010. La notizia è data dall’ANSA.
Alcuni dati sono negativi, come l’aumento dei rifiuti e la bassa percentuale di aree verdi, ma sono positive le riduzioni del consumo d’acqua e delle emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera.
L’analisi riguarda le 48 città italiane con oltre centomila abitanti.

La riduzione del consumo d’acqua potabile è importante per la sostenibilità ambientale dei centri urbani: la città che ne utilizza di meno è Prato, con 46 metri cubi per abitante all’anno.

Percentuale di verde pubblico rispetto alla superficie comunale.

La città più verde è invece Palermo, con il 31,9% del territorio comunale, seguita da Ravenna (29,9%), Ancona (28,1) e Roma (27,5%). Ultima (delle 48 esaminate) è Taranto, con circa lo 0,05%.
Purtroppo si registra anche un continuo aumento dello sfruttamento del suolo: il cemento si “mangia” ogni giorno cento ettari (cioè 1 km²) di terreno. Molte città si sono allargate, coprendo una maggior estensione di terreno e riducendo la densità abitativa. Ad esempio Roma ha ridotto la densità di quasi il 30%. A livello nazionale la superficie di suolo coperto dal cemento è passata da 281 metri quadri per abitante del 1994 a 323 metri quadri per abitante del 2006.
Il rapporto completo, il comunicato stampa e le tabelle sono scaricabili dal sito dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Per fare geo
I dati relativi al verde pubblico (tabella) e quelli sulla variazione del “cemento pro capite” in Italia dal 1994 al 2006 possono essere visualizzati con grafici a istogrammi.

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