Agenda 2030
Goal 7: Energia pulita e accessibile

<small>Agenda 2030</small><br>Goal 7: Energia pulita e accessibile

Energia pulita e accessibile. A che punto siamo?

Ridurre drasticamente l’utilizzo di combustibili fossili e fornire a tutti l’accesso a un’energia rinnovabile in quantità sufficiente ai bisogni è il Goal 7 dell’Agenda 2030. La sensibilità verso i temi della salvaguardia ambientale e la produzione di energia pulita è cresciuta negli ultimi anni a livello globale, creando le premesse per progetti e pratiche a favore della sostenibilità energetica.

Una tendenza incoraggiante

Il Goal 7 ha fatto registrare segnali incoraggianti, con una diffusione significativa dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Anche nei Paesi più poveri è aumentato l’accesso all’elettricità, assieme a un altro fattore decisivo: l’efficienza energetica.
Sempre più persone, quindi, sfruttano l’elettricità: la percentuale della popolazione mondiale che ha accesso a questo servizio è aumentata costantemente dal 2010 al 2017 (9 persone su 10).

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Percentuale di popolazione che ha accesso all’elettricità: confronto fra gli anni 2000 e 2017
(Fonte: The Sustainable Development Goals Report 2019)

Ma qualcuno è rimasto indietro

In questo contesto tendenzialmente positivo, bisogna anche porre attenzione ad alcuni aspetti che evidenziano alcuni deficit nel raggiungimento di questo obiettivo.

Dobbiamo infatti rilevare che oggi ben 840 milioni di persone sono prive di questo essenziale servizio. Risulta particolarmente problematica la situazione nell’Africa sub-sahariana, dove gli abitanti privi di accesso sono invece aumentati. Questo accade soprattutto nelle aree rurali (ben l’87% delle persone che non hanno elettricità vive in aree rurali).

Inoltre nel mondo 3 miliardi di persone mancano ancora della tecnologia adeguata e dei combustibili puliti per cucinare il cibo (anche in questo caso è l’Africa sub-sahariana a essere il fanalino di coda, assieme all’area dell’India).
Questo ha anche altre ripercussioni sulle persone e la società: nei Paesi a basso e medio reddito, infatti, i sistemi di cottura inefficienti e inquinanti sono un fattore di rischio per la salute delle popolazioni.

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Percentuale di popolazione con accesso a tecnologie e combustibili puliti per cucinare
(Fonte: The Sustainable Development Goals Report 2019)

Energia pulita e accessibile. Che fare?

Questo obiettivo si intreccia con altri Goal del programma: in particolare con il primo, poiché la disponibilità di energia elettrica è essenziale per lo sviluppo economico e la riduzione della povertà, e con il terzo, visto che l’energia elettrica è indispensabile agli ospedali, mentre al contrario le emissioni prodotte dall’utilizzo di legna e carbone per il riscaldamento e la cottura dei cibi possono danneggiare la salute. Esiste anche una interconnessione molto forte con il Goal 13 (Agire per il clima) dal momento che l’utilizzo di combustibili fossili contribuisce ai cambiamenti climatici in atto.

Per essere davvero efficace, quindi, ogni iniziativa in campo energetico dovrebbe essere coordinata con analoghi provvedimenti in campo socio-economico.

Più energia, ma pulita ed efficiente

Sicuramente si dovrà produrre più energia elettrica. I futuri sforzi di elettrificazione dovranno raggiungere popolazioni isolate o sfollate, e ottimizzare l’erogazione per le zone già servite. Aumentare la produzione di elettricità per garantirla alle popolazioni più disagiate non è però sufficiente a risolvere il problema, perché la popolazione mondiale e il suo bisogno di energia continuano a crescere a ritmo sostenuto.

Il vero obiettivo è aumentare la produzione di energia utilizzando una tecnologia sostenibile e nello stesso tempo ridurre i costi di produzione. Ma soprattutto è richiesta una maggiore efficienza energetica: utilizzare meno elettricità per produrre di più in tutti i settori. Industrie e aziende agricole che richiedano meno elettricità, ma anche maggiore efficienza nei prodotti: veicoli che consumino meno e utilizzino fonti rinnovabili, elettrodomestici che richiedano meno elettricità, case che necessitino di minor energia per il riscaldamento… Obiettivi difficili da raggiungere anche per i Paesi sviluppati.

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Pannelli solari in un’area rurale dell’India. Le energie rinnovabili possono rappresentare
un fattore di progresso per i Paesi in via di sviluppo.

I traguardi

L’Agenda 2030 ha suddiviso questo Goal in cinque target (ASViS), qui sintetizzati che, oltre a diffondere l’accesso all’energia, puntano soprattutto a migliorare l’efficienza energetica. Entro il 2030 si chiede di:

  • 7.1 Garantire l’accesso universale ai servizi energetici a prezzi accessibili, affidabili e moderni
  • 7.2 Aumentare notevolmente la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale
  • 7.3 Raddoppiare il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica
  • 7.a Rafforzare la cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla tecnologia e alla ricerca di energia pulita, all’efficienza energetica, e promuovere gli investimenti per l’energia pulita
  • 7.b Espandere l’infrastruttura e aggiornare la tecnologia per la fornitura di servizi energetici moderni e sostenibili per tutti i paesi in via di sviluppo, in accordo con i loro rispettivi programmi di sostegno

Focus

Rinnovabile e non solo idroelettrica

Secondo il World Energy Outlook 2019, nel mondo il consumo di energia è ancora ampiamente dipendente dalle fonti fossili (31% petrolio, 27% carbone, 23% gas). Anche considerando la sola produzione di energia elettrica, le principali fonti sono carbone (38%), gas (23%) e idroelettrico (16%). L’eolico rappresenta il 5% e solare fotovoltaico il 2%.
La strada per una riconversione energetica a fonti rinnovabili è ancora lunga.

Nonostante questa situazione, lo scenario auspicato in tempi lunghi prevede una diminuzione della domanda globale di energia (nel 2040) e una riduzione delle emissioni di CO2 fino a raggiungere il livello net-zero nel 2070.

In una prospettiva di promozione dell’energia pulita e rinnovabile, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, gli investimenti finanziari ufficiali ci danno un segnale interessante: le quote azionarie nel settore dell’energia idroelettrica sono passate dal 60% (tra il 2000 e il 2009) a circa il 40 per cento (tra il 2010 e il 2016). Al contrario, gli investimenti in aziende e progetti inerenti a energia eolica, geotermica e soprattutto solare sono aumentate.

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Investimenti finanziari (dal 2000 al 2016) nelle energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo.

La tendenza a investire risorse nel settore delle energie rinnovabili e pulite trova alcune conferme anche nelle politiche internazionali a favore dei Paesi a basso reddito.
Per diffondere l’utilizzo dell’elettricità nelle regioni più arretrate è necessario che le popolazioni acquisiscano le conoscenze e le tecnologie necessarie per produrla in modo autonomo. La mancanza di una rete elettrica cui collegarsi non significa che non si possa utilizzare l’elettricità.

Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) ha promosso l’utilizzo dell’energia solare per migliorare la sicurezza sanitaria delle popolazioni: l’iniziativa “Solar for Health” supporta i governi nell’installazione di sistemi solari in strutture sanitarie in Africa, negli Stati arabi e nell’Asia centrale, migliorando l’accesso a un’energia affidabile e pulita, e riducendo le emissioni dannose per l’ambiente.


Presentazione di un progetto del programma “Solar for Health” in un ospedale nello Zambia.

E in Italia?

Una fase di stallo

Secondo il Rapporto ASviS 2019 sul Goal 7, l’Italia ha conosciuto un periodo di progressivi miglioramenti fino al 2014. Dopo quell’anno è iniziata una fase di stallo, che dura tuttora, dovuta alla riduzione della produzione di energia da fonti rinnovabili, diminuita di sei punti percentuali negli ultimi quattro anni.

Non è quindi scontato che il nostro Paese riesca a raggiungere gli obiettivi del settimo Goal entro la data prevista. Se infatti l’accesso alla rete elettrica non costituisce un problema, sono il passaggio alle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica a essere ancora fattori problematici.

In Italia il consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili si attesta mediamente sul 17%, con grandi differenze sul territorio (il Nord fa registrare i risultati migliori).

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Andamento dell’indicatore ASviS per l’accesso all’energia elettrica e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, elaborato dall’ASviS per l’Italia. Anno 2018 (Fonte: ASviS)

Fare Geo

  • Fai un’indagine sulle “case a zero energia”. Quali caratteristiche presentano e come è la loro efficienza energetica? Perché è importante che in futuro le case siano costruite in questo modo? Vi sono già case di questo tipo? Prepara una breve relazione su quanto hai scoperto.
  • Osserva attentamente la città e il territorio in cui vivi (in particolare i fattori meteorologici e climatici) e considera quali elementi naturali potrebbero costituire fonti energetiche rinnovabili. Riesci a immaginare un progetto per rendere “green” la tua città? Prepara una breve presentazione da esporre in classe (aiutandoti anche con materiale multimediale: slide, immagini, video…).
  • Gli elettrodomestici sono caratterizzati dalla classe energetica che indica la loro efficienza. La classe varia da A+++ a D e oggi ogni apparecchio è contrassegnato da un’etichetta che la riporta. Fai un’inchiesta tra i tuoi conoscenti per raccogliere dati sull’efficienza energetica dei loro elettrodomestici e per sapere se, dovendo acquistare un elettrodomestico, tengono in considerazione questo aspetto nella loro scelta.
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L’etichetta che indica la classe energetica di un elettrodomestico.

Che cosa possiamo fare?

  • Tenerci informati seguendo le notizie locali e quelle internazionali sui media a disposizione (tv, web, riviste e giornali).
  • Risparmiare consapevolmente energia, compiendo piccoli ma significativi gesti quotidiani: per esempio, spegnere le luci di casa quando non servono più, non utilizzare contemporaneamente troppi dispositivi alimentati da energia elettrica, muoversi a piedi o in bicicletta per spostarsi in città, utilizzare il riscaldamento domestico o il condizionatore solo il necessario, compra pile ricaricabili…
  • Partecipare attivamente alla difesa del patrimonio energetico del Pianeta, supportando le associazioni impegnate nella salvaguardia delle fonti energetiche rinnovabili.
  • Sensibilizzare la propria cerchia di conoscenze sulla situazione di difficile accesso alle fonti energetiche da parte di quasi 1 miliardo di persone nel mondo. Si possono ideare e organizzare piccole campagne informative (off e on-line) a scuola e in tutti gli ambienti che si frequentano.
  • Promuovere iniziative di sensibilizzazione nella propria scuola sulla tutela delle risorse energetiche locali, coinvolgendo per esempio l’amministrazione cittadina per conoscere come vengono gestiti l’approvvigionamento e la distribuzione di energia nella città.

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