I musei all'aperto narrano la montagna

I musei all'aperto narrano la montagna

La montagna si può raccontare in molti modi. Oltre ai piccoli e grandi allestimenti disseminati in tutta Italia, esistono musei spontanei, a cielo aperto, che guidano alla scoperta dei paesaggi montani percorrendoli ed entrando in stretto contatto con loro. È un viaggio fisico e interiore che parla di natura, storia, tradizioni e saperi antichi giunti fino a noi nella loro incantevole bellezza. Scopriamone alcuni tra i più rappresentativi.

Le scritte dei pastori in Val di Fiemme

In Trentino, sulle pendici del monte Cornón in Val di Fiemme, sono ancora oggi visibili migliaia di scritte che testimoniano l’attività dei pastori.

Sono segni, vecchi almeno di tre secoli, che documentano il passaggio di uomini che conducevano al pascolo le greggi. Le rocce, trasformate in grandi lavagne a cielo aperto, ci forniscono non solo una lista di nomi, di date, di capi di bestiame, ma ci svelano qualcosa del mondo di antichi pastori.

Sui supporti di roccia biancastra i pastori hanno lasciato tracce di una tinta ocra rossa (localmente chiamata ból), un pigmento che serviva a contrassegnare le pecore. Per fissare la tinta sulla pietra, i pastori bagnavano il supporto con il latte di pecora o di capra sfregandovi poi il pezzo di ocra e formando una densa poltiglia che attecchiva sulla roccia.

La tecnica utilizzata dai pastori per scrivere sulla roccia si è rivelata molto efficace visto che le scritte sono rimaste ben evidenti per secoli.

Il Museo contemporaneo Arte Sella

In Val di Sella, una valle trentina tra i 400 e i mille metri di altitudine, si trova uno dei più suggestivi musei all’aperto d’Italia: un grande parco circondato da boschi e montagne, un percorso immerso nella natura, dove le opere d’arte sono installazioni da scoprire e da toccare.

Arte Sella è la patria della Land art, la corrente artistica che si rifà a elementi del territorio e della natura per le proprie creazioni. Lungo un percorso di circa un chilometro sono distribuite 58 opere di Land art: sassi trasformati in sculture di pietra, oggetti di legno misteriosi, installazioni con tronchi di albero che offrono nuovi punti di vista sul bosco, enormi nidi di legno, labirinti di rami e foglie. Sono opere surreali, fatte di legno, rocce, terra, fronde.

I musei della Grande Guerra

Un particolare rilievo hanno i musei che rievocano la Prima guerra mondiale, la cosiddetta “Guerra Bianca”, che si è svolta nel settore alpino del fronte italiano. Molti musei si trovano direttamente sui luoghi che sono stati teatro di battaglia e aiutano a conoscere i retroscena di una guerra drammatica combattuta ad alta quota.

Il Sentiero dei Fiori, una via ferrata che si sviluppa intorno ai 3000 metri di quota nei monti sovrastanti al Passo del Tonale, ripercorre i camminamenti costruiti per collegare le postazioni in cresta. L’ascensione porta al Corno di Lagoscuro e offre la possibilità di ammirare le ambientazioni tipiche della Guerra Bianca in una delle aree di maggiore intensità bellica tra gli eserciti austro-ungarico e italiano.

Il Museo all’aperto del Lagazuoi permette di visitare le gallerie, trincee e postazioni di mitragliatrici della montagna trasformata in un’impenetrabile fortezza.

Grazie alla collaborazione tra Italia e Austria, oggi si possono visitare i camminamenti e le postazioni militari sulle montagne, disseminati in un’area di circa 5 chilometri. Il complesso è costituito da tre diversi musei all’aperto:

  • il Museo all’aperto delle 5 Torri, dove avevano sede il Comando del gruppo di artiglieria e le batterie di cannoni rivolti verso le postazioni austriache;
  • il Museo all’aperto del Sasso Stria, una delle postazioni più strategiche per gli austriaci, che da qui si difesero dagli attacchi italiani;
  • il Museo all’aperto del forte Tre Sassi, una struttura risalente alla fine dell’Ottocento che venne colpita e abbandonata dopo poche settimane di guerra e che oggi ospita gli equipaggiamenti e gli oggetti di uso quotidiano dei soldati.

Il Sentiero del Kaiserjäger durante la Grande Guerra era la via di comunicazione tra il fondovalle e le postazioni in quota sul Lagazuoi, attraverso il quale avveniva il trasporto di viveri, munizioni e materiale.

Il Museo della Marmolada

Il Museo della Grande Guerra in Marmolada, a 3000 metri, è il più alto d’Europa. Tra queste cime alpine i soldati costruirono postazioni strategiche, sentieri d’alta quota, teleferiche. E dai ghiacci di questo gigante, purtroppo in rapido dissolvimento per gli effetti del cambiamento climatico, emergono i resti di strutture che riportano a quell’evento storico.

Il Museo propone anche un percorso interattivo multimediale e multisensoriale, che guida il visitatore a immedesimarsi nelle condizioni climatiche d’alta quota, vissute in guerra dai soldati. All’esterno del museo, durante la stagione estiva, è possibile visitare le gallerie, i camminamenti e le postazioni seguendo una piccola ferrata.

Fare Geo

  • Che valore ha la montagna per l’uomo? Quali atteggiamenti sono possibili di fronte alla maestosità di questi monumenti naturali? Rifletti commentando queste frasi di due grandi alpinisti:
    a) “Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi.” (Walter Bonatti)
    b) “Le rocce, le pareti, la scalate sono un’opera d’arte.” (Reinhold Messner)
  • Secondo alcuni, scalare una montagna è l’attività ideale per infonderci sicurezza, aumentare la nostra autostima, imparare a superare quelli che fino a quel momento abbiamo considerato i nostri limiti, a prendere decisioni, a programmare il cammino, a vedere chiaro qual è la nostra vetta. Qual è il tuo parere sull’argomento? Confrontate in classe le vostre riflessioni personali.
  • Con l’assistenza dell’insegnante di Arte, prova a individuare altre opere di Land Art realizzate in ambiente montano, in altre regioni italiane o all’estero. Puoi fare riferimento, per esempio, alle edizioni passate del progetto Smach, una rassegna artistica biennale di Land art che si svolge sulle Dolomiti. Con quali materiali sono stati realizzati gli interventi degli artisti? Quali sono i significati o le emozioni che le opere desiderano esprimere? Come si integrano queste opere con l’ambiente naturale in cui sono state collocate?

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