Paesaggi italiani: Dolomiti, le montagne nate dal mare (parte II)

Paesaggi italiani: Dolomiti, le montagne nate dal mare (parte II)

Dopo averne apprezzato la storia geologica, proseguiamo l’esplorazione della regione dolomitica soffermandoci sulle sue eccellenze paesaggistiche e sulle comunità montane, dalle ricche tradizioni, che la popolano. Tra gli elementi che concorrono a definire l’identità delle Dolomiti non si può trascurare poi la dimensione storica, legata in particolare alle vicende belliche della Grande Guerra. L’affresco dolomitico è completato dalla magia dei colori che abbelliscono i Monti Pallidi e che hanno contribuito a renderli Patrimonio Universale dell’Umanità UNESCO.

Di vetta in vetta

La regione dolomitica ha una topografia estremamente articolata con frequenti gruppi montuosi isolati in un ambito particolarmente ristretto e si distingue per un’insolita concentrazione di vette al di sopra dei 3000 metri (circa un centinaio) e una rimarchevole presenza di piccoli ghiacciai e nevai perenni a quote relativamente basse.

Le Dolomiti sono inoltre caratterizzate dallo straordinario contrasto fra le linee morbide delle praterie e l’improvviso sviluppo verticale di possenti cime completamente nude.

La Marmolada

La Marmolada, chiamata la “Regina delle Dolomiti”, con i 3343 metri di altezza di Punta Penia è la più alta vetta delle Dolomiti e ne possiede il più esteso ghiacciaio. Questo sistema è un’area di straordinario interesse per la geomorfologia e un laboratorio naturale che documenta le variazioni climatiche delle ultime migliaia di anni.

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Vista panoramica sul ghiacciaio della Marmolada.

Le Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime (Drei Zinnen in tedesco) sono le cime più famose delle Dolomiti, considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell’alpinismo. Assomigliano vagamente a tre dita, che puntano verso il cielo compatte, armonicamente allineate. Sono composte dalla centrale e più alta Cima Grande (2999 m), dalla Cima Piccola (2857 m) e dalla Cima Ovest (2973 m).

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Le suggestive vette delle Tre Cime di Lavaredo.

Il fascino dei laghi

La regione dolomitica conta numerosi laghi che rappresentano una delle principali attrattive turistiche.

Lago di Braies

Il più famoso specchio d’acqua dolomitico è il Lago di Braies, a 1496 m di quota in Alto Adige, in Val Pusteria, meta frequentatissima in ogni stagione. Con i suoi 36 metri, è uno dei laghi più profondi della provincia di Bolzano. È il punto partenza dell’Alta Via n. 1 delle Dolomiti.

Si tratta di un lago di sbarramento, in quanto la sua creazione è dovuta allo sbarramento del rio Braies a causa di una frana staccatasi dal Sasso del Signore, ed è circondato su tre lati da cime dolomitiche, tra cui la Croda del Becco.

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Lo specchio d’acqua del Lago di Braies.

Lago di Misurina

Il Lago di Misurina, a 1754 metri di quota, è il più grande del Cadore. È circondato da una serie di montagne a cui deve la sua peculiare bellezza: il massiccio del Sorapiss, opposto alle Tre Cime di Lavaredo, e il gruppo del Cristallo fronteggiato dai Cadini di Misurina.

Ha una profondità di soli 5 metri: la maggior parte degli inverni il lago ghiaccia completamente divenendo così praticabile in tutta la sua estensione. In inverno vi si tengono partite di polo a cavallo sulla superficie ghiacciata.

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Il Lago di Misurina circondato dalle vette dolomitiche.

Lago di Carezza

Il Lago di Carezza è uno dei laghi più magici delle Dolomiti ed è conosciuto anche con il nome di Lago Arcobaleno, per gli straordinari colori delle sue acque cristalline (che cambiano a seconda della luce) e per una celebre leggenda che ha per protagonista la ninfa Ondina.

Situato a 1534 m in Alto Adige, è incastonato tra fitti boschi di abeti, sotto le pendici del massiccio del Latemar, che si specchia nelle sue acque.

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Il Lago di Carezza: sullo sfondo il massiccio del Latemar.

Lago di Dobbiaco

Il Lago di Dobbiaco si trova in Val Pusteria a 1251 metri di quota, a sud dell’omonimo paese. È di origine franosa ed è sottoposto a un continuo apporto di detriti e allo sviluppo di piante acquatiche sommerse, con un’elevata tendenza del bacino all’interramento che rende necessari costanti lavori per il risanamento del fondo del lago.

Il Lago di Dobbiaco è uno dei pochi esempi di marcita (zona umida) esistenti nella regione alpina. Attorno al lago è stato costruito un percorso naturalistico.

Lago di Alleghe

Il Lago di Alleghe, situato ai piedi del Monte Civetta, è uno dei simboli delle Dolomiti bellunesi. È un lago di sbarramento formatosi nel 1771 in seguito a una frana che ha ostruito il corso del torrente Cordevole. Grazie al lago, il borgo di Alleghe è una delle più rinomate località turistiche dolomitiche.

I colori delle Dolomiti

Le Dolomiti sono note soprattutto per l’eccezionale varietà di colori: lo scrittore Giovanni Comisso osservava che le Dolomiti “variano a ogni variare delle ore, hanno la stessa mutabilità del mare”, e se all’alba “appaiono nere, informi e immiserite”, quando “il sole arriva a definirle precise in ogni contorno, accendono nell’azzurro nettissimo il rosso-aragosta delle spaccature profonde”.

Un peculiare fenomeno naturale di queste montagne è la cosiddetta enrosadira. Durante l’arco della giornata le pareti rocciose, per effetto della specifica struttura e composizione della dolomite, reagiscono in modo spettacolare e unico ai cambiamenti della luce: sono cariche di colori caldi (arancio-rosso-viola) all’alba e al tramonto, pallide ed evanescenti nella luce meridiana, mentre il crepuscolo e il chiaro di luna conferiscono a queste montagne un aspetto freddo (le Dolomiti sono anche dette “Monti Pallidi”).

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Il caratteristico effetto cromatico dell’enrosadira sulle Pale di San Martino.

Dolomiti teatro di guerra

Sulle Dolomiti sono numerose le testimonianze della Prima guerra mondiale: sul Lagazuoi, sulle Tofane, sulla Marmolada, sul Monte Piana, sul Col di Lana si possono trovare ancora oggi trincee e gallerie dove hanno vissuto e combattuto soldati italiani, austriaci e tedeschi tra il 1915 e il 1917.

La resistenza dei soldati fu messa quotidianamente a dura prova in quanto dovettero lottare contro il nemico, ma soprattutto contro gli elementi: tormente di neve, valanghe, fame e assideramenti causati dalle temperature a volte di 40 °C sotto lo zero.

A memoria di quei tragici eventi sono stati realizzati numerosi musei, tra cui il più esteso museo della Prima guerra mondiale, composto dai musei all’aperto del Lagazuoi, delle 5 Torri, del Sasso di Stria e del Forte Tre Sassi, una delle più interessanti testimonianze della Grande Guerra sul fronte dolomitico.

In queste zone, nel corso della Grande Guerra, gli eserciti italiano e austro-ungarico scavarono trincee e passaggi, e costruirono nella roccia ricoveri per uomini e artiglieria. Oggi si possono visitare gallerie, trincee e postazioni di mitragliatrici perfettamente restaurate.

Usi e tradizioni delle Dolomiti

Ciò che rende unico questo territorio non è solamente il paesaggio e l’ambiente che lo circonda: sono anche le comunità che popolano quest’area e che sono rimaste a custodirlo, resistendo allo spopolamento e conservando un enorme patrimonio culturale e storico.

Un significativo segno di appartenenza culturale e linguistico è rappresentato dalla comunità ladina, stanziata nelle cinque valli attorno al Gruppo del Sella, dove 30.000 persone parlano il ladino, la cui origine risale all’epoca della presenza romana nell’area alpina ed è una delle quattro lingue parlate sulle Dolomiti (le altre sono il friulano, il tedesco e l’italiano).

Un altro aspetto affascinante del mondo culturale dolomitico è rappresentato dalle leggende, una serie di racconti fantastici legati a luoghi particolati, come l’enrosadira: la favola di Re Laurino e del suo giardino di rose, infatti, interpreta in chiave magica il fenomeno per cui le Dolomiti assumono una colorazione rossastra all’alba e al tramonto.

Uno degli eventi più sentiti nella cultura dolomitica è il Carnevale, che viene festeggiato con carri allegorici, danze e bellissime maschere in legno.

Un particolare giorno di festa in Alto Adige è quello della transumanza (l’“Almabtrieb”), quando tra metà settembre e metà ottobre il bestiame ritorna alle stalle dopo un’estate sugli alpeggi estivi.

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Nella festa dell’Almabtrieb, a ogni mucca, addobbata di ghirlande fatte di rododendri e pino mugo, viene assegnato un campanaccio.

Fare Geo

  • Documentati in rete sul Monte Piana, un luogo di memoria, teatro di uno dei più cruenti fronti di combattimento durante il primo conflitto mondiale, in cui persero la vita più di 14.000 soldati. Esponi poi il risultato delle tue ricerche in una breve presentazione multimediale.
  • Tra le tradizioni delle Dolomiti, riveste una particolare importanza anche quella culinaria. Fai una ricerca sui principali prodotti tipici della zona: i casunziei e i canederli. Qual è la loro origine? Quali sono gli ingredienti principali? Come si possono cucinare?

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